
(METEOGIORNALE.IT) Negli ultimi giorni i principali modelli meteo hanno individuato la possibilità di un un ulteriore marcato calo delle temperature. Attenzione. Non stiamo parlando di quello che è in atto. Ma di ciò che potrebbe accadere a fine mese.
Tale scenario, che fino a poco tempo fa sembrava improbabile, sarebbe determinato da una particolare configurazione atmosferica che sta emergendo con maggiore chiarezza nelle proiezioni più recenti. Secondo queste elaborazioni, un vasto e robusto campo di alta pressione dovrebbe consolidarsi in Scandinavia. Questo in apparenza può sembrare qualcosa di poco conto. Ma in realtà è un importante indicatore del tempo sul nostro paese.
L’origine delle masse d’aria fredda
appena detto, gli esperti continuano a monitorare un eventuale spostamento di correnti fredde di origine artico-continentale che, una volta scese verso la Russia, tenderebbero a deviare gradualmente in direzione dell’Europa centrale e del Mediterraneo.
In pratica, aria veramente freddissima continentale si metterebbe in moto dalle latitudini settentrionali per raggiungere le basse latitudini. Chiariamo subito il concetto. Non si parla di gelo invernale, sarebbe una roba da glaciazione. Ma di un raffreddamento ulteriore rispetto alle temperature attuali.
L’aspetto rilevante è che la posizione dell’alta pressione scandinava favorisce un afflusso di correnti orientali, capaci di trasportare verso di noi quell’aria fredda russa che, in pieno inverno, sarebbe potenzialmente responsabile di nevicate e gelate. Insomma manovre di stampo prettamente invernale. Ma che, calendario alla mano, non porterebbero certo neve a bassa quota.
Divergenze tra i modelli previsionali
Come sempre accade, parliamo di tendenze meteo a lungo termine. Quindi con importanti divergenze. Il centro europeo (ECMWF) appare piuttosto coerente nel delineare questa evoluzione, mentre quello americano (GFS) propone una visione completamente differente.
Secondo quest’ultimo, l’alta pressione scandinava si collocherebbe più a est, lasciando che le correnti fredde puntino verso il Mar Nero anziché sull’Italia. Nel nostro Paese ci sarebbe comunque un calo termico, ma non di portata notevole.
Ovviamente, come sempre accade, bisogna aspettare diversi giorni per capire la situazione. Le tempistiche sono per i primissimi giorni di ottobre. Ma per adesso sembra che il nocciolo gelido possa virare più a oriente. Sicuramente non parleremo di caldo fuori stagione. Ma nemmeno di ondata di freddo precoce.
L’incognita del caldo africano
Un altro attore da non sottovalutare è il Nord Africa, dove persistono masse d’aria molto calde pronte a risalire verso il Mediterraneo. Qualora queste venissero richiamate verso nord, si potrebbe assistere a un nuovo episodio di caldo anomalo.
Alcuni scenari meteo collocano questa possibilità verso la fine della prima decade di ottobre, con temperature elevate soprattutto sulla Penisola Iberica, in Francia e probabilmente su parte dell’Italia. Pertanto, come vedete, le tendenze a lungo termine sono oggetto di grossi cambiamenti.
Perché lo proponiamo?
Alla luce di tutte queste considerazioni, possiamo affermare che i prossimi giorni saranno decisivi per capire quale scenario prevarrà. La possibilità di un sensibile calo termico esiste e trova conferme in diversi modelli. Ma non è detto che il cuore freddo colpisca proprio l’Italia.
Ma allora la domanda è la seguente. Perché vi proponiamo uno scenario che non è sicuro? Semplicemente perché se i modelli fiutano questa possibilità vuol dire che la stagione autunnale sta davvero prendendo piede. Non è detto che questa volta colpisca in pieno le nostre regioni. Ma è importante evidenziare che, se i modelli meteo la prendono come opzione, allora la stagione estiva si sta veramente chiudendo in maniera definitiva.

FAQ
Quali sono le tempistiche del possibile calo termico?
I primissimi giorni di ottobre, secondo le ultime elaborazioni modellistiche.
Qual è il ruolo dell’alta pressione scandinava?
La sua posizione favorisce l’afflusso di correnti orientali che potrebbero trasportare aria fredda russa verso l’Europa e il Mediterraneo.
Che differenza c’è tra i modelli ECMWF e GFS?
Il modello europeo ECMWF vede un raffreddamento più marcato sull’Italia, mentre il modello americano GFS sposta il freddo verso il Mar Nero.
Si parla di gelo invernale?
No, si parla di un raffreddamento significativo, ma non di condizioni glaciali.
L’Italia potrebbe essere colpita direttamente?
Non è certo: molto dipenderà dalla traiettoria del nocciolo freddo.
Ci saranno nevicate a bassa quota?
No, il periodo stagionale non lo consente, anche se le manovre atmosferiche hanno caratteristiche invernali.
Esiste la possibilità di caldo anomalo?
Sì, se le masse d’aria calda dal Nord Africa verranno richiamate verso il Mediterraneo.
Quali aree potrebbero essere interessate dal caldo africano?
Penisola Iberica, Francia e in parte anche l’Italia.
Cosa significa che i modelli “fiutano” la possibilità di freddo?
Che l’autunno sta realmente prendendo piede e l’estate meteorologica è al capolinea.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
