Come hanno ampiamente evidenziato tutti i colleghi, avremo un’ondata di caldo significativa. Ormai conoscete più o meno quasi tutto in merito, quantomeno in una visione d’insieme. Se avete la possibilità di consultare le varie fonti con le temperature previste per località, avrete sicuramente osservato quanti gradi ci saranno nella vostra zona o dove vi troverete.
Le temperature massime previste durante questo periodo saranno piuttosto elevate e robuste, ma considerate che soprattutto per la fase di picco si tratta di stime, anche perché su alcune località è difficile che si raggiungano certi valori, mentre su altre potrebbero verificarsi temperature ancora superiori. Una cosa che appare abbastanza evidente è che farà sufficientemente caldo da trovarci in varie località vicini ai record storici di temperatura, soprattutto in quelle zone dove c’è una minore escursione termica e dove i valori estremi non sono elevatissimi o quantomeno non troppo superiori, ad esempio, a soglie come i 40°C.
In Italia, raggiungere i 40°C non è una cosa normale per moltissime località. Quando si parla di temperature che potranno toccare anche i 40°C, lo si dice perché si sottolinea un’ondata di calore che può produrre valori con queste cifre su alcune località specifiche. Se non espressamente dichiarato, sono valori che si raggiungeranno solo localmente.
Quello che sembra piuttosto concreto, come previsione, è che l’ondata di caldo sarà importante. Le sempre maggiori ondate di calore in Europa e Italia degli ultimi anni confermano questa tendenza preoccupante. Ogni anno sembra che faccia più caldo rispetto a quello precedente.
Tuttavia, dopo Ferragosto 2025 si potrebbe realizzare una nuova rottura del meteo estivo e stavolta ci troveremmo veramente in una fase che sarebbe ideale, dove dovrebbe seguire un calo di forza della stagione estiva. Tutto questo dipenderà anche dalla durata di quell’evento che, tra l’altro, la previsione è molto distante da oggi e quindi necessita di essere confermato.
L’evento meteorologico, visto su scala europea, vedrebbe la contrazione verso il meridione dell’alta pressione africana e una maggiore egemonia delle basse pressioni dell’Oceano Atlantico, con un abbassamento della temperatura sul centro e nord dell’Europa, dove si andrebbero a instaurare condizioni meteo realmente da fine estate.
Tutto ciò appare plausibile, volendo.
Tuttavia, a causa del clima che cambia, è anche probabile che si tratterà solo di un’interruzione del meteo estivo eccessivo, anche sul centro-nord Europa, e che si potrebbero realizzare di nuovo situazioni atmosferiche ancora estive. Ancor peggio, questo potrebbe succedere con maggiori probabilità in Italia, dove storicamente abbiamo delle ondate di calore tardive anche nel mese di settembre, non solo ormai anche a fine agosto, e quelle settembrine possono raggiungere valori ragguardevoli.
A oggi ci sono dei record di temperatura mai più raggiunti del settembre del 1946, ovvero circa ottant’anni fa. Le massime ondate di calore del nuovo millennio in Italia mostrano come questi eventi estremi siano diventati sempre più frequenti.
Nella prima decade del settembre 1946 ci fu una furiosa invasione di aria calda proveniente dal Sahara che determinò picchi termici superiori ai 40°C in forma molto diffusa: moltissime località di Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia toccarono valori superiori ai 40°C, ma questa soglia fu raggiunta anche in mezza regione nel Lazio e in tutte le zone interne della Campania. Fu un caldo notevolissimo che si estese fino al nord Italia.
Quindi settembre, anche nel passato, quando i cambiamenti climatici erano decisamente differenti rispetto a oggi, è stato soggetto a ondate di calore estreme. Se ci sono stati allora, potrebbero replicarsi nuovamente nel futuro, anche dopo una rottura della stagione estiva. Studi scientifici recenti confermano che le città italiane devono prepararsi a ondate di calore più lunghe e frequenti, mentre le ricerche internazionali dimostrano che le ondate di calore mediterranee non sarebbero possibili senza i cambiamenti climatici indotti dall’uomo.
Per concludere, se avremo una rottura della stagione estiva nel dopo Ferragosto con un abbassamento della temperatura e finalmente condizioni meteo più vivibili – e spero che queste si realizzino soprattutto al rientro dalle vacanze dei milioni di italiani che ci andranno o ci sono già – dobbiamo ricordare che settembre può essere un mese soggetto, soprattutto nella prima parte, a invasioni di aria calda estrema con picchi termici smisurati.
Attualmente il record di caldo è detenuto da località poste tra Sardegna e Sicilia, tra quelle poche stazioni meteo che c’erano in quel periodo dopo il conflitto mondiale, con un valori di 45°C. Una cifra veramente notevole.
Valori elevatissimi si ebbero nel settembre del 1946 anche nelle regioni settentrionali e centrali, se dovessimo considerare che da allora a oggi la temperatura in questi mesi è aumentata parecchio, è evidente che si potrebbero replicare fenomeni di questa portata più frequentemente rispetto al 1946.
Avremo modo di parlarne e conoscere semmai ci possa essere la possibilità di avere eventi meteorologici così estremi. Queste sono le bizzarrie del nostro clima. Il meteo è cambiato, ora affronteremo la fase di caldo, e insieme ne scopriremo durata e intensità, e vedremo di individuare quando durerà il refrigerio.