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      Home » La tregua meteo tanto sospirata, ma c’è una cosa brutta
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      La tregua meteo tanto sospirata, ma c’è una cosa brutta

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 05/07/2025
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      4 Min Lettura
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      Dopo un lungo periodo segnato dalla presenza costante di un potente Anticiclone sub-tropicale, responsabile di un caldo eccessivo e di un’assenza quasi totale di precipitazioni, una nuova perturbazione atlantica si sta preparando a scardinare l’attuale assetto meteo europeo e italiano.

       

      Nel corso del fine settimana, l’Italia del Nord sperimenta un deciso peggioramento delle condizioni meteo, con un ritorno marcato dell’instabilità atmosferica che comporta la formazione di temporali intensi, raffiche di vento e non si esclude la possibilità di grandinate localizzate. I settori maggiormente coinvolti saranno le Alpi, le Prealpi e la Val Padana, in particolare tra il tardo pomeriggio e la serata di Sabato.

       

      Con l’arrivo della Domenica, la perturbazione atlantica raggiungerà con maggiore decisione le regioni settentrionali, apportando un peggioramento netto già nelle prime ore della giornata. Le prime piogge e i temporali interesseranno i settori alpini centro-occidentali, per poi estendersi gradualmente verso le pianure del Nord Est, la Liguria, l’Emilia Romagna e parte della Toscana. I fenomeni potranno risultare violenti, con rischio di grandine di medie dimensioni e raffiche di vento improvvise.

       

      Il calo termico sarà evidente soprattutto al Nord, dove le massime faticheranno a superare i 28-29°C, segnando una perdita anche di 10°C rispetto ai giorni precedenti in alcune località. Nel resto del Paese, il caldo persisterà ancora per poco, con valori che si manterranno tra i 31 e 33°C al Centro, mentre tra Puglia e Sicilia saranno ancora possibili punte tra i 36 e i 38°C, sebbene in diminuzione entro la serata.

       

      La tendenza meteo per l’inizio della prossima settimana conferma lo spostamento del fronte perturbato verso le regioni centrali, dove l’instabilità sarà più moderata, ma comunque presente, soprattutto nelle zone interne dell’Appennino centrale. Anche qui si potranno verificare rovesci localizzati, sebbene di intensità inferiore rispetto a quanto previsto per il Nord.

       

      Dalla giornata di Lunedì, inoltre, l’ingresso deciso del maestrale sul versante adriatico contribuirà ad un ulteriore abbassamento delle temperature su buona parte della Penisola. Questo vento di provenienza nord-occidentale riuscirà a scalzare l’aria calda preesistente, portando ad una situazione meteo più ventilata e meno afosa.

       

      In molte zone dell’entroterra, specie in Umbria, Abruzzo, Molise e nell’interno della Campania, si potranno registrare valori massimi inferiori anche di 10°C rispetto alle giornate più torride di fine Giugno. Il termometro potrebbe quindi scendere sotto i 30°C anche nelle regioni tradizionalmente più calde, come la Puglia interna e la Basilicata orientale.

       

      Sul resto della Penisola, in particolare tra Sardegna, Calabria e Sicilia, il calo termico sarà più graduale ma comunque percepibile, con temperature in diminuzione di 3-5°C rispetto al picco raggiunto nel corso della settimana appena trascorsa.

       

      Questa rottura estiva temporanea rappresenta un momento di respiro dopo un lungo periodo dominato dall’Alta Pressione africana. Il mese di Giugno si è infatti chiuso con assenza quasi totale di piogge su vaste aree della Penisola e valori termici costantemente sopra la media climatologica.

       

      Dunque, nei prossimi giorni, il meteo sarà all’insegna di un cambio di passo importante, con il ritorno della variabilità atmosferica, la ripresa delle precipitazioni, soprattutto al Nord, e un generale alleggerimento del caldo opprimente su tutto il territorio nazionale.

       

      Ma allora qual è la cosa brutta che abbiamo citato nel titolo? Semplice, la durata. Chi sperava in una settimana di fresco dovrà ricredersi. Le temperature scenderanno sotto le medie forse per un giorno o due per poi risalire. Il Settentrione godrà di frescura per circa cinque giorni, mentre il Meridione massimo 3. E poi di nuovo una fase meteo calda…

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