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Il meteo di Agosto e Settembre non sarà clemente: è un problema

Davide Santini di Davide Santini
15 Lug 2025 - 07:50
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) (METEOGIORNALE.IT) – Gli scenari meteo per i mesi di agosto e settembre non sono particolarmente buoni. Che cosa vogliamo insinuare con questa frase? Al di là del fatto che ci aspettano, con ogni probabilità, due mesi molto caldi, in questo articolo vogliamo fare un focus su quelle che potrebbero essere le condizioni sia atmosferiche sia marine.

 

Cosa desta timori

In primis, preoccupa in particolare la combinazione tra caldo eccezionale e successivo cambio d’aria, un mix che può dare origine a fenomeni atmosferici molto violenti, in particolare sulle padane e appenniniche. Le cronache recenti confermano questo timore: basti pensare agli episodi di nubifragi improvvisi, smottamenti e allagamenti registrati in diverse vallate montane tra fine giugno e inizio luglio.

 

Le immagini che ci sono arrivate da zone come l’Alto Adige, il Trentino o la Valle d’Aosta, mostrano come in pochi minuti interi versanti si siano trasformati in torrenti in piena, travolgendo strade, campi e infrastrutture in genere. Il bilancio di questi episodi è drammatico: vittime, feriti, evacuazioni forzate.

 

Escalation di episodi

Questi fenomeni, come citato in questo Paper, rientrano nel quadro di quella che è ormai considerata una vera e propria escalation di fenomeni estremi. Negli ultimi trent’anni, l’intero bacino del Mediterraneo centrale ha visto aumentare non solo la frequenza, ma anche l’intensità delle precipitazioni estive, che non avvengono più con regolarità e moderazione, ma in forma esplosiva e altamente concentrata.

 

Da settimane le masse d’aria roventi stanno accumulando una quantità enorme di calore al suolo. Anche se tutto ciò può sembrare eccezionale, i climatologi ricordano che non si tratta di un’anomalia in senso stretto. Il periodo compreso tra fine Luglio e l’intero mese di Agosto rappresenta il cuore del caldo, anche negli anni che furono. Per contro, non è insolito che i temporali si formino con regolarità, in particolare nelle ore pomeridiane e serali, sulle Alpi e le Prealpi. Il problema è COME si formano.

 

I temporali della “nuova normalità”

I temporali di una volta, brevi e poco violenti, stanno lasciando spazio a eventi molto più irregolari, ma di una forza inaudita. I fenomeni estremi, alimentati da un’atmosfera instabile, si verificano con crescente frequenza. In pochi minuti cadono al suolo quantità d’acqua che un tempo si distribuivano in giorni interi o addirittura nell’intero mese.

 

La causa principale, secondo numerose analisi, risiede nell’aumento costante della temperatura globale. Una atmosfera più calda è in grado di trattenere una maggiore quantità di umidità, e quando questa umidità viene rilasciata, le piogge risultano particolarmente intense e concentrate.

 

Ecco perché, in un contesto simile, anche la semplice presenza di un Anticiclone africano assume connotazioni inquietanti. Non è più soltanto sinonimo di sole e caldo, ma può diventare il responsabile indiretto di fenomeni estremi e devastanti. Anche le notizie dei violentissimi temporali in Spagna lasciano basiti…

 

Acque bollenti

Oramai le acque dei mari sono veramente bollenti e questo è un grosso problema. Il motivo principale sta nel fatto che non ce ne libereremo in fretta di questo calore così esagerato. Quindi il rischio è che il mese di settembre possa essere interessato da episodi alluvionali particolarmente violenti.

 

L’ulteriore problema è che certe configurazioni meteo non sono predicibili nemmeno a pochi giorni dall’evento, figuriamoci adesso. Infatti, in questo articolo non parliamo di previsioni, ma di rischi. Che andranno calcolati di volta in volta. Strada facendo nei prossimi periodi.

 

La colpa è nostra

Il ruolo dell’essere umano in questo totale stravolgimento è ormai indiscutibile. L’aumento delle emissioni di gas serra, la cementificazione e l’urbanizzazione non controllata, un uso sconsiderato del suolo: tutti elementi che amplificano la vulnerabilità del territorio di fronte agli eventi severi, che c’erano pure decenni fa, ma ora hanno un terreno più vulnerabile e più infrastrutture da distruggere.

 

Nel frattempo, anche i modelli di previsione si trovano ad avere delle difficoltà. Prevedere esattamente dove e quando si verificherà il temporale più intenso è sempre complicato complicato. Basta una minuscola variazione per far cambiare tutto.

 

Inoltre, è lecito che una persona voglia sapere con precisione se e quando verrà colpita da un fenomeno estremo. Un tempo essere interessati da un temporale o meno non cambiava un granché. Adesso, però, può fare la differenza tra tranquillità e devastazione e quindi anche i modelli meteo a scala locale devono essere aggiornati affinché il la loro precisione sia maggiore. (METEOGIORNALE.IT). (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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