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      Fine della TREGUA: ecco quando tornerà il Meteo africano in Italia

      L'anticiclone africano torna dal 14 luglio: temperature fino a 40°C in Sardegna e 38°C al Sud

      Federico Russo
      Federico Russo
      Pubblicato: 11/07/2025
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      6 Min Lettura
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      L’Italia sta vivendo una breve ma significativa pausa dal grande caldo estivo. Le temperature di questi giorni si mantengono in linea con le medie stagionali, o addirittura leggermente al di sotto, particolarmente nelle regioni meridionali.

       

      I venti settentrionali continuano a garantire un clima fresco durante le ore mattutine e piacevolmente mite durante il giorno, con valori massimi che raramente oltrepassano la soglia dei 30°C.

       

      Tuttavia, questa temporanea tregua climatica è destinata a concludersi presto. I principali modelli meteo indicano con crescente chiarezza che l’anticiclone africano, il principale responsabile delle più intense ondate di calore che interessano il bacino del Mediterraneo, si sta preparando a un significativo rafforzamento.

       

      Per comprendere meglio il fenomeno in arrivo, è importante analizzare la natura dell’anticiclone subtropicale africano. Questo sistema di alta pressione è caratterizzato da un meccanismo di subsidenza atmosferica associato al ramo discendente della cellula di Hadley, che causa compressione e riscaldamento delle masse d’aria. Durante l’estate, l’espansione polare dell’anticiclone subtropicale sugli oceani porta aria subsidente nella regione, con cieli sereni e temperature elevate.

       

      Studi climatologici recenti hanno evidenziato come il bacino del Mediterraneo occidentale sia particolarmente vulnerabile a eventi di calore estremo, con le estati 2022 e 2023 che hanno superato la variabilità naturale millenaria, raggiungendo anomalie senza precedenti di +3,6°C e +2,9°C rispettivamente.

       

      La ricerca scientifica ha inoltre dimostrato che le regioni a clima mediterraneo stanno sperimentando un riscaldamento accelerato, con il bacino del Mediterraneo che emerge come il più colpito tra tutte le regioni con caratteristiche climatiche simili.

       

      A partire da lunedì 14 luglio 2025, l’anticiclone africano inizierà la sua espansione sull’Italia, innescando un progressivo aumento termico. Contrariamente a quanto avviene con le irruzioni di aria calda più improvvise, questo processo si caratterizzerà per la sua gradualità iniziale, permettendo una transizione meno brusca verso condizioni più calde.

       

      Il clou è atteso per la metà della settimana successiva, quando l’intensificazione dell’alta pressione nordafricana causerà un’escalation del caldo su gran parte del territorio nazionale. Il primo picco significativo è previsto tra il 15 e il 16 luglio, quando le temperature inizieranno a salire in modo più marcato.

       

      Il rafforzamento del promontorio anticiclonico di origine subtropicale rappresenta un fenomeno meteorologico complesso. Questo sistema si estenderà dal deserto algerino verso l’Europa centrale, coinvolgendo in modo particolare l’Italia. Il meccanismo fisico alla base di questo processo comporta l’avvezione di masse d’aria calde e secche, che vengono successivamente compresse verso il basso dalle subsidenze atmosferiche tipiche dei sistemi di alta pressione.

       

      Un aspetto particolarmente critico di questa situazione riguarda il comportamento delle masse d’aria stagnanti nei bassi strati atmosferici. Quando queste rimangono a contatto con la superficie marina, caratterizzata da temperature elevate tipiche del periodo estivo, tendono ad assorbire quantità significative di umidità.

       

      Questo processo di “caricamento” delle masse d’aria amplifica considerevolmente l’effetto afa, rendendo la percezione termica molto più elevata rispetto alla temperatura effettiva. Le aree costiere saranno particolarmente interessate da questo fenomeno, che può trasformare temperature già elevate in condizioni di stress termico notevole per la popolazione.

       

      Ricerche scientifiche hanno evidenziato come l’indice di calore nel bacino del Mediterraneo mostri tendenze significativamente crescenti, con proiezioni che indicano aumenti di circa 1°C per decennio entro la fine del XXI secolo, con i valori più elevati durante i mesi estivi lungo le aree costiere.

       

      La distribuzione di questa ondata di calore seguirà un pattern tipico per eventi di questo tipo, con le regioni del Centro-Sud e le Isole Maggiori che si configureranno come le aree più colpite, almeno nella fase iniziale del fenomeno.

       

      Entro il weekend del 19-20 luglio, la Sardegna potrebbe registrare temperature massime fino a 40°C, confermandosi come una delle regioni più esposte agli effetti dell’anticiclone africano. Sicilia, Puglia, Calabria e Campania vedranno le loro temperature attestarsi tra i 35°C e i 38°C, valori che, combinati con l’elevata umidità, potranno generare condizioni di disagio significativo.

       

      Le regioni centrali non saranno risparmiate da questo aumento. Lazio, Toscana e Umbria sperimenteranno un incremento notevole delle temperature, con valori che supereranno i 35°C, particolarmente nelle aree interne e lontane dall’influenza moderatrice delle masse d’acqua costiere.

       

      Le regioni settentrionali beneficeranno di condizioni relativamente più miti, con temperature che si manterranno generalmente al di sotto dei 32-33°C. Questa differenza è attribuibile a una maggiore instabilità atmosferica che caratterizza tipicamente queste zone durante i periodi di espansione dell’anticiclone subtropicale.

       

      Tuttavia, alcune città come Firenze e Bologna potrebbero comunque registrare valori vicini ai 34-35°C, accompagnati da livelli di afa elevati che amplifieranno la percezione del calore.

       

      Questo episodio di calore intenso si inserisce in un contesto climatico più ampio che vede il Mediterraneo emergere come uno degli hotspot principali del cambiamento climatico globale.

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