
(METEOGIORNALE.IT) L’attuale contesto meteo sull’Italia continua a essere governato dalla presenza ingombrante dell’Anticiclone Africano, il quale ha innalzato in modo sensibile le temperature su gran parte del territorio nazionale. Tuttavia, nelle prossime ore si intravede un cambiamento, seppur parziale e temporaneo, grazie all’arrivo di correnti atlantiche più fresche e instabili, in discesa dall’Oceano Atlantico
Questo soffio d’aria più mite si sta già manifestando, con i primi effetti percepibili soprattutto sulle regioni settentrionali. Qui l’aria umida e instabile, in netto contrasto con quella calda preesistente, contribuirà a ridurre le temperature e a stimolare lo sviluppo di temporali anche intensi, in particolare lungo le Alpi e le Prealpi. Le condizioni saranno propizie per fenomeni localmente violenti, tra cui grandinate e raffiche di vento improvvise, specie su Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove il gradiente termico verticale – cioè la differenza di temperatura tra il suolo e le quote più alte dell’atmosfera – diventerà marcato, favorendo la convezione atmosferica.
Nelle altre aree del Paese, pur senza eventi di pari intensità, si potrà avvertire un’attenuazione del caldo, più evidente lungo la fascia tirrenica, dove l’ingresso di venti occidentali porterà non solo un calo delle temperature massime, ma anche una diminuzione dell’umidità relativa, rendendo l’aria più respirabile. La ventilazione da ovest, pur non troppo intensa, contribuirà a spezzare la sensazione di afa che ha caratterizzato gli ultimi giorni.
Nonostante questo breve respiro atlantico, il suo effetto si prevede limitato sia nel tempo che nello spazio. Il dominio dell’Anticiclone Africano non è stato ancora spezzato e rimane saldo, sostenuto anche dal fatto che ci troviamo solo all’inizio di GIUGNO, quando il calore dei mari italiani – ancora piuttosto moderato – agisce come tampone alla crescita delle temperature più estreme. Ma questa tregua potrebbe essere soltanto una parentesi in un’estate che mostra già segnali evidenti di un’anomalia termica persistente.
Il passaggio delle masse d’aria oceaniche rappresenta dunque un momento di osservazione privilegiato per capire se e quanto riusciranno a limitare un pattern meteorologico sempre più ricorrente nel bacino del Mediterraneo, dove gli anticicloni africani stanno diventando una presenza ormai strutturale, come evidenziato da numerose analisi sul cambiamento climatico europeo. (METEOGIORNALE.IT)
