Il caldo nordafricano, ormai protagonista della scena meteo mediterranea, potrebbe cominciare a tentennare a partire dalla prossima settimana. Le temperature sono davvero alte, soprattutto al Nord, dove al gran caldo si aggiunge l’afa dettata dall’umidità molto alta sulla Val Padana, ma la situazione non è poi tanto diversa anche sulle restanti aree della nostra penisola.
Il caldo non molla, ma qualcosa cambierà
Il caldo proseguirà anche nei prossimi giorni, quantomeno fino al 4 luglio, ma a cominciare dalla prossima settimana ci saranno delle piccole novità. L’intero promontorio africano, che al momento sovrasta più di mezza Europa, comincerà a tentennare poiché ci sarà un leggero calo della pressione e dei geopotenziali in alta quota: si tratta di una situazione abbastanza comune dopo numerosi giorni di assedio dell’alta pressione subtropicale sull’Europa, da ricollegare a un fisiologico invecchiamento dell’alta pressione.
L’anticiclone invecchia
Invecchiando, l’anticiclone tende a indebolirsi in alta quota, e ciò permette maggiori turbolenze che favoriscono lo sviluppo di temporali di calore. Insomma, non sono previste perturbazioni organizzate o impulsi instabili provenienti dall’Atlantico, bensì tenderanno a formarsi molti temporali isolati ma potenti su alcune nostre regioni.
Settimana movimentata al Nord
Questi temporali saranno protagonisti su diversi territori del Nord Italia tra lunedì, martedì, mercoledì e anche giovedì, ovvero per buona parte della prossima settimana. I primi fenomeni violenti sono previsti tra lunedì sera e la notte di martedì, quando ci aspettiamo temporali forti su Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Questi temporali potrebbero dar luogo a nubifragi, furiose raffiche di vento oltre 100 km/h e soprattutto grandinate con chicchi di grosse dimensioni.
Da non sottovalutare l’immenso serbatoio energetico che si sta sviluppando sulla pianura padana, dove a inizio prossima settimana si prevedono esorbitanti valori di CAPE e Lifted Index, i quali stanno a indicare la quantità di energia disponibile nei bassi strati della troposfera. Tutta questa energia contribuirà allo sviluppo di temporali intensi e localmente violenti, con condizioni meteo severe.