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      Home » 90 giorni di gran caldo, meteo implacabile, ora si comincia
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      90 giorni di gran caldo, meteo implacabile, ora si comincia

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 01/06/2025
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      8 Min Lettura
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      Contents
      • Verso una settimana bollente
      • Temperature ben oltre le medie stagionali
      • Dal Nord al Sud scenari differenti
      • Sardegna e Sicilia sotto stress climatico
      • Durata e incertezze: i modelli divergono sulla fine del caldo
      • Proiezione per la seconda metà di Giugno: due possibili strade

       

      Dopo settimane in cui l’Anticiclone Africano aveva assunto un ruolo secondario nel panorama meteorologico dell’Europa meridionale, limitandosi a brevi incursioni e influenze marginali, l’assetto sinottico atmosferico sta per subire un’evoluzione drastica. Le ultime elaborazioni numeriche mostrano un’accelerazione verso una fase meteo più stabile e calda, che segnerà l’inizio autentico dell’Estate meteorologica 2025.

       

      A partire dai primi giorni di Giugno, l’Italia sarà coinvolta da un’ondata di caldo intenso, frutto della rimonta decisa di una robusta Alta Pressione subtropicale che, partendo dal cuore del Deserto del Sahara, risalirà con forza lungo l’intero bacino centrale del Mar Mediterraneo, estendendosi progressivamente verso Nord. Sarà una transizione netta dalla Primavera all’Estate, che influenzerà in modo profondo le condizioni meteo, termiche e ambientali sull’intero territorio nazionale.

       

      Verso una settimana bollente

      Le simulazioni meteorologiche attualmente disponibili confermano che una massa d’aria subtropicale continentale, straordinariamente calda e secca, si sta mettendo in moto dal cuore del Sahara algerino, dirigendosi senza ostacoli verso il Mediterraneo centrale. La traiettoria di questo flusso bollente è ben definita, e punta in modo diretto verso la Penisola Italiana, con coinvolgimento prioritario delle regioni centro-meridionali e delle zone interne del Nord Italia.

       

      In quota, i dati previsti sono impressionanti: alla quota isobarica di 850 hPa, corrispondente a circa 1500 metri di altitudine, si stimano isoterme fino a +20°C, un valore più tipico dei periodi più infuocati dell’Estate, come Luglio o i primi giorni di Agosto. Questo si tradurrà in un netto surriscaldamento anche al suolo, con valori massimi che potranno facilmente superare i 35°C, specialmente nelle zone interne lontane dal mare.

       

      Alcune città dell’interno centro-meridionale, come Foggia, Matera, Terni, Sassari e Oristano, potrebbero toccare punte di 36-38°C, mentre nelle aree più interne della Sicilia, come l’entroterra nisseno, ennese e agrigentino, non si può escludere il raggiungimento dei 39°C, con valori percepiti ancora più elevati.

       

      Temperature ben oltre le medie stagionali

      Questa prima vera ondata di calore del 2025 non sarà un evento circoscritto nel tempo o nello spazio. Le anomalie termiche rispetto alla media climatica del periodo sono particolarmente accentuate, con scarti positivi che potrebbero variare tra 8 e 10°C tra Martedì 3 Giugno e Giovedì 5 Giugno. Le temperature minime notturne risulteranno spesso tropicali, ovvero superiori ai 20-22°C, con difficoltà evidenti per il corpo umano a recuperare durante le ore più fresche del giorno.

       

      Nelle grandi città italiane come Milano, Roma, Napoli, Palermo e Torino, le minime notturne potrebbero collocarsi frequentemente tra 23 e 25°C, rendendo le notti afose e complicate per chi non dispone di sistemi di raffrescamento domestici. La presenza di Alta Pressione in quota, unita all’assenza di vento e all’umidità accumulata, sarà determinante nella formazione di questo effetto noto come “isola di calore urbana”, che amplifica la sensazione di disagio soprattutto nei contesti cittadini densamente edificati.

       

      Dal Nord al Sud scenari differenti

      Il Nord Italia sarà inizialmente meno esposto agli effetti di questa risalita calda africana, complice una maggiore interferenza di correnti occidentali più fresche e instabili in quota. Tuttavia, anche in questa parte della Penisola si prevede una rapida inversione di tendenza.

       

      A partire da Martedì, l’intera Pianura Padana subirà una decisa impennata delle temperature, con punte superiori ai 33°C in città come Bologna, Piacenza, Mantova, Parma e Ferrara. Il Centro Italia sarà invece tra le aree più colpite da questo cuneo subtropicale. In Umbria, Marche, Toscana e Lazio, specialmente nelle zone lontane dal mare, il mix tra sole implacabile, assenza di ventilazione e massa d’aria calda in arrivo dal deserto porterà a condizioni meteo tipicamente estive.

       

      Le temperature massime raggiungeranno valori tipici di piena Estate africana, e anche la qualità dell’aria potrebbe peggiorare per via della stagnazione atmosferica. Il Sud Italia sarà l’epicentro della fiammata sahariana. Le regioni di Campania, Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia sperimenteranno condizioni estremamente calde, con un connubio micidiale tra alta umidità nei bassi strati, ventilazione debole o assente, e temperature elevate che potrebbero far salire l’indice di calore a livelli davvero insopportabili.

       

      Sardegna e Sicilia sotto stress climatico

      Una menzione particolare va fatta alla Sardegna, dove la morfologia del territorio e la conformazione orografica interna accentueranno la risalita termica nei bassi strati. Città come Cagliari, Nuoro, Oristano e il Campidano interno potranno toccare e forse superare i 37°C, con una percezione soggettiva del caldo ancora più intensa a causa della compressione dell’aria e della radiazione solare diretta.

       

      La Sicilia sarà anch’essa coinvolta appieno. Nell’entroterra di Enna, Caltanissetta e Agrigento, i termometri potrebbero salire oltre i 38°C, mentre sulle coste solo le zone esposte alle brezze marine potranno temporaneamente beneficiare di un moderato refrigerio, ma sarà un sollievo effimero e limitato.

       

      Durata e incertezze: i modelli divergono sulla fine del caldo

      Uno degli aspetti più dibattuti tra gli esperti è la durata effettiva di questa fase meteo calda, poiché i modelli numerici globali mostrano interpretazioni differenti. Alcune elaborazioni, in particolare quelle provenienti dal modello europeo ECMWF, prevedono una persistenza della campana anticiclonica africana almeno fino al 15 Giugno, con una sequenza ininterrotta di giorni caldi, soleggiati e statici.

       

      Al contrario, le simulazioni del modello americano GFS ipotizzano un intervallo fresco tra il 6 e il 9 Giugno, legato all’infiltrazione di una goccia fredda atlantica che potrebbe lambire le Alpi e parte del Nord Italia, portando un rimescolamento dell’aria e un temporaneo abbassamento delle temperature. Un altro scenario, meno probabile ma non del tutto escluso, prevede un cedimento della struttura anticiclonica da Ovest, con il possibile ingresso di correnti instabili atlantiche che riporterebbero temporali localizzati soprattutto sull’arco alpino e lungo l’Appennino centro-settentrionale.

       

      Proiezione per la seconda metà di Giugno: due possibili strade

      Guardando oltre il 10 Giugno, la situazione resta incerta, ma si possono delineare due tendenze. Il primo scenario suggerisce il prolungamento della fase anticiclonica africana su tutta l’Italia, con giornate soleggiate, stabili e molto calde fino almeno al 15 Giugno. Questo quadro manterrebbe le temperature su livelli elevati e limiterebbe l’arrivo di precipitazioni significative, fatta eccezione per deboli instabilità pomeridiane in montagna.

       

      Il secondo scenario ipotizza una graduale erosione dell’Alta Pressione dal bordo settentrionale, che potrebbe favorire l’ingresso di correnti più fresche e instabili, soprattutto verso le regioni alpine e prealpine, aprendo la strada a temporali di calore e a una parziale rinfrescata anche sulle pianure del Nord. Tuttavia, al momento non emergono segnali convincenti di un ritorno strutturato delle piogge atlantiche. Più realistico appare un prosieguo di un periodo meteo tendenzialmente caldo e statico, interrotto solo da brevi pause instabili localizzate.

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