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Aumenta il rischio tsunami nel Mediterraneo

Le coste mediterranee, ricche di storia e di biodiversità, sono oggi al centro di una crisi ambientale che ne mette a rischio l’integrità e la sicurezza.

Le coste mediterranee , ricche di storia e di biodiversità, sono oggi al centro di una crisi ambientale che ne mette a rischio l’integrità e la sicurezza. Il riscaldamento globale , con l’innalzamento del livello del mare, si intreccia con i movimenti geologici verticali del suolo – come la subsidenza – modificando le condizioni morfologiche costiere e ridefinendo le stime di pericolosità e rischio tsunami per i prossimi decenni.

Questi cambiamenti non sono marginali. Secondo le stime più recenti, le proiezioni di rischio tsunami devono ora incorporare l’evoluzione futura del livello del mare, i tassi locali di subsidenza e le trasformazioni del territorio costiero, con conseguenze dirette sulla gestione del territorio e la protezione delle popolazioni .

Tsunami nel Mediterraneo: una minaccia reale e crescente

Il Mar Mediterraneo , sebbene sia un bacino relativamente chiuso, è tutt’altro che immune agli tsunami. Storicamente, eventi distruttivi come quello causato dall’eruzione di Santorini nel II millennio a.C. o il maremoto del 1908 a Messina e Reggio Calabria , testimoniano la vulnerabilità della regione. Le cause di questi eventi includono terremoti sottomarini , frane sottomarine , collassi vulcanici e, in alcuni casi, anche fenomeni meteorologici estremi.

Il sistema d’allerta rapida è fondamentale: onde anche di pochi metri, in uno spazio marino così ristretto, possono raggiungere le coste in pochi minuti , rendendo critica la prevenzione e la preparazione .

L’innalzamento del livello del mare: un’accelerazione costante

Tra il 2006 e il 2018, l’ IPCC ha osservato un incremento medio globale del livello del mare di 3,7 mm all’anno , con tendenza in crescita. Entro il 2100, le proiezioni più pessimistiche ipotizzano un aumento fino a 1,1 metri , aggravando drasticamente il rischio inondazioni da tsunami.

Questo fenomeno colpisce duramente le aree più basse , come deltai fluviali, lagune, isole costiere e pianure sabbiose , dove anche modesti incrementi di livello marino possono tradursi in impatti catastrofici .

Subsidenza: un amplificatore silenzioso del rischio

Oltre al riscaldamento globale, il terreno costiero stesso si muove. La subsidenza , sia di origine naturale (fenomeni tettonici, vulcanismo) che antropica (estrazione di acqua o gas dal sottosuolo), causa l’abbassamento del suolo rispetto al livello del mare. Questo doppio effetto – suolo che scende e mare che sale – accelera il processo di erosione costiera e amplifica l’impatto delle onde di tsunami.

Zone come il delta del Nilo , la laguna di Venezia o il Golfo di Gabes sono considerate tra le più vulnerabili .

Nuove mappe del rischio: verso il 2070

Grazie a progetti come TSUMAPS-NEAM e SAVEMEDCOASTS2 , coordinati da INGV , sono state realizzate simulazioni che integrano i dati sui cambiamenti climatici e la geodinamica costiera. I risultati evidenziano un aumento significativo della probabilità che le onde di tsunami superino l’altezza di 1 metro in diverse aree del Mediterraneo entro il 2070 .

Le mappe generate mostrano chiaramente le aree dove il rischio aumenta più rapidamente. Fanno eccezione solo le regioni in sollevamento tettonico , come i Campi Flegrei e l’isola di Santorini , dove l’attività vulcanica causa un innalzamento del suolo che parzialmente compensa l’effetto dell’innalzamento marino.

Fonti e approfondimenti scientifici

• Including sea-level rise and vertical land movements in probabilistic tsunami hazard assessment for the Mediterranean Sea (Nature Scientific Reports)

TSUMAPS-NEAM – Probabilistic Tsunami Hazard Maps for the NEAM Region

SAVEMEDCOASTS2 – Sea Level Rise Scenarios and Coastal Impacts

Questi studi rappresentano uno strumento cruciale per la pianificazione urbana costiera , la realizzazione di infrastrutture resilienti e la redazione di piani di evacuazione aggiornati , capaci di tenere conto della nuova realtà geoclimatica del nostro tempo.