Dopo un mese di maggio caratterizzato da forti contrasti meteo, con rapidi cambiamenti di temperatura e frequenti instabilità, l’estate sembra pronta a fare il suo ingresso in maniera decisa e precoce. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli previsionali a medio e lungo termine indicano una partenza della stagione calda ben oltre i normali canoni stagionali, con un’attenzione particolare rivolta alle regioni del Centro-Sud e alle Isole Maggiori.
Estate che parte forte!
Già con l’inizio di giugno, si prevede un incremento netto delle temperature, in modo particolare lungo le aree centrali e meridionali della penisola. Durante la prima settimana del mese, i valori termici dovrebbero mantenersi superiori alle medie climatologiche, ma sarà tra l’11 e il 13 giugno che si intravede il possibile arrivo della prima intensa ondata di caldo della stagione meteo estiva.
I dati elaborati dai principali modelli, tra cui il GFS, suggeriscono che ci troveremo di fronte a una situazione in cui le anomalie termiche potrebbero risultare eccezionali: molte aree del Sud Italia, ma anche del Centro Italia, potrebbero registrare temperature superiori alla norma di 8-10°C, innescando condizioni di caldo afoso e persistente.
Caldo estremo e anomalie record
La seconda settimana di giugno potrebbe segnare un passaggio importante nella stagione meteo, con punte di temperatura che potrebbero toccare o superare i 40°C. In Sardegna, soprattutto nelle zone lontane dal mare, si prevedono picchi estremi, mentre in Puglia settentrionale si oscillerà tra i 37°C e i 39°C. In Basilicata e nelle aree interne del Centro-Sud, i valori potrebbero variare tra i 36°C e i 38°C, mentre anche l’Emilia Romagna e la parte orientale della Toscana potrebbero non essere risparmiate, con punte fino a 35°C.
A causare questa impennata termica sarà l’afflusso di una massa d’aria subtropicale continentale, estremamente calda e secca, in risalita direttamente dal deserto del Sahara. I valori previsti in quota, attorno ai 1500 metri (livello di 850 hPa), indicano termiche di 23-24°C, un dato che al suolo si traduce facilmente in condizioni di caldo torrido, specialmente nelle zone interne e lontane dall’influsso delle brezze marine.
Uno degli aspetti più significativi sarà lo zero termico, atteso oltre i 4000 metri di altitudine, un livello tipico delle grandi ondate di calore. Questo comporterà un impatto notevole sia sulla stabilità atmosferica che sui fenomeni di evaporazione accelerata da suolo e vegetazione. In queste condizioni, aumentano anche i rischi legati alla siccità e alla tensione idrica, fattori che possono mettere in crisi interi comparti dell’agricoltura e della gestione delle risorse idriche.