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      Home » Struttura cosmica da record sfida le leggi dell’universo
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      Struttura cosmica da record sfida le leggi dell’universo

      Pubblicato: 02/05/2025
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      4 Min Lettura
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      Una scoperta colossale nell’Universo profondo

      Nel cuore del cosmo distante, un anello di galassie grande oltre ogni previsione teorica sta mettendo in discussione i fondamenti della cosmologia moderna. Gli astronomi, osservando la luce proveniente da una regione dello spazio a 6,9 miliardi di anni luce di distanza, hanno identificato una formazione ciclica di proporzioni sconcertanti: il Big Ring, una struttura che si estende per circa 1,3 miliardi di anni luce di diametro.

      Questa scoperta, guidata dalla dottoressa Alexia Lopez dell’Università del Lancashire centrale, è stata presentata ufficialmente al 243º meeting della Società Astronomica Americana nel Gennaio 2024, e pubblicata nel Journal of Cosmology and Astroparticle Physics.

       

      Il Big Ring e il Giant Arc: due misteri intrecciati

      Il Big Ring non è un caso isolato. Nella stessa area del cielo e alla stessa distanza cosmologica, Lopez e il suo team avevano già identificato nel 2021 un’altra struttura gigantesca, il Giant Arc. Se già l’esistenza del Giant Arc aveva colto di sorpresa la comunità scientifica, la scoperta del Big Ring rappresenta una sfida ancora più grande per il modello standard della cosmologia.

      Queste strutture violano apertamente il Principio Cosmologico, il pilastro secondo cui l’universo, su larga scala, dovrebbe apparire omogeneo e isotropo, ovvero uniforme in tutte le direzioni. Gli attuali modelli prevedono un limite massimo per le dimensioni delle strutture cosmiche di circa 1,2 miliardi di anni luce. Eppure, sia il Giant Arc (che supera abbondantemente questa soglia) sia il Big Ring (con una circonferenza comparabile) sembrano esistere in contraddizione diretta con questa regola.

       

      Non è un BAO: forma e origine ancora sconosciute

      Una possibile analogia è stata avanzata con le Oscillazioni Acustiche Barioniche (BAO), formazioni sferiche che rappresentano le “impronte fossilizzate” delle onde acustiche nel plasma primordiale dell’universo. Tuttavia, il Big Ring non rientra tra queste, né per forma né per dimensione. Secondo una dettagliata analisi, la struttura appare piuttosto come una spirale elicoidale, simile a un cavatappi, perfettamente orientata per apparire come un anello quando osservata dalla Terra.

       

      Possibili spiegazioni: Penrose e le stringhe cosmiche

      Tra le ipotesi proposte, alcune evocano concetti al limite della fisica teorica. Una delle più affascinanti è quella della cosmologia ciclica conforme, ideata da Roger Penrose, secondo la quale l’universo attraverserebbe infiniti cicli di espansione e contrazione. In questo scenario, strutture ad anello come il Big Ring potrebbero rappresentare tracce di universi precedenti.

      Un’altra spiegazione coinvolge le stringhe cosmiche, difetti topologici nati da transizioni di fase nello spazio-tempo primordiale. Queste “pieghe” dell’universo, della larghezza di un protone, si sarebbero congelate poco dopo il Big Bang, lasciando tracce enormi e persistenti nella struttura dell’universo. Sebbene manchino conferme osservative concrete, la teoria resta fortemente sostenuta a livello matematico.

       

      La probabilità del caso e il futuro delle osservazioni

      L’ipotesi più conservativa – e anche quella meno probabile, secondo gli stessi astronomi – è che queste strutture siano frutto del caso, semplici allineamenti fortuiti di galassie. Ma se così fosse, la coincidenza che due simili formazioni si trovino così vicine nello spazio e nel tempo sarebbe straordinariamente improbabile.

      La vera svolta potrebbe arrivare dall’individuazione di altre strutture simili in diverse aree del cielo. Una mappatura più estesa potrebbe indicare se il Big Ring e il Giant Arc sono eccezioni isolate o indizi di una nuova architettura cosmica.

      Se confermati come reali e comuni, simili oggetti potrebbero richiedere una riscrittura radicale del nostro modo di concepire l’universo – dalla sua nascita fino alla sua evoluzione.

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