Un brusco ritorno all’inverno potrebbe sorprendere l’Italia tra mercoledì 19 e giovedì 20 marzo, con un drastico calo delle temperature e il rischio concreto di gelate tardive. Questo repentino cambiamento arriva dopo un periodo insolitamente mite, caratterizzato da valori tipici della tarda primavera o addirittura dell’estate in alcune aree del Sud Italia. Nelle ultime ore, infatti, si sono registrate punte vicine ai 30°C in regioni come Puglia, Calabria e Sicilia, grazie all’azione dei venti di scirocco.
Dall’anticipo d’estate al ritorno del freddo
L’ondata di calore anomala è stata provocata dall’afflusso di correnti meridionali, legate alla presenza di un ciclone in avvicinamento al Nord Italia. Questo sistema ha favorito il richiamo di aria molto mite dal Nord Africa, portando le temperature a livelli eccezionali per il periodo. Tuttavia, questo scenario sta per cambiare radicalmente.
Con l’arrivo del fine settimana, i valori termici cominceranno a rientrare nella norma stagionale, per poi subire un crollo drastico tra il 18 e il 19 marzo. Una massa d’aria fredda di origine artico-scandinava si muoverà verso l’Europa dell’Est, lambendo anche l’Italia e riportandoci in un contesto decisamente invernale.
Temperature in picchiata: fino a 20°C in meno
Il calo sarà repentino e molto significativo. Nelle zone dove tra il 13 e il 14 marzo si sono sfiorati i 28-30°C, i termometri potrebbero non superare i 8-10°C nel giro di pochi giorni. Questo calo sarà particolarmente evidente in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, che passeranno in poche ore da un clima quasi estivo a condizioni tipicamente invernali.
Ma il dato più impressionante riguarda il possibile crollo termico nelle aree interne e nelle valli, dove la diminuzione potrebbe raggiungere i 20°C rispetto ai valori attuali. Un cambiamento così drastico potrebbe avere forti ripercussioni su agricoltura e vegetazione.
Pericolo gelate: rischio per l’agricoltura
L’aspetto più critico di questa nuova fase fredda sarà il rischio di gelate tardive, particolarmente insidiose nelle notti serene tra martedì e giovedì. L’aria fredda proveniente da Est tenderà a depositarsi nei bassi strati, soprattutto su valli e pianure, a causa della riduzione del vento e della serenità del cielo. Questo scenario favorirà un abbassamento delle temperature fino a valori sotto lo zero, specialmente in Val Padana e nelle aree interne del Centro-Sud.
L’impatto potrebbe essere significativo per il settore agricolo, dato che il clima insolitamente mite delle scorse settimane ha già stimolato la ripresa vegetativa, soprattutto nelle regioni meridionali. Il rischio è che le gelate danneggino colture sensibili come alberi da frutto e vigneti.
Le minime potrebbero scendere fino a -2°C o -3°C nelle pianure e nelle conche interne, colpendo in particolare regioni come Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, oltre alle zone interne di Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia e Basilicata.