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      Home » 11/15 marzo: più freddo su Europa. Come è messa l’Italia?
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      11/15 marzo: più freddo su Europa. Come è messa l’Italia?

      Antonio Iannella
      Antonio Iannella
      Pubblicato: 04/03/2025
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      4 Min Lettura
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      Abbiamo già diffusamente evidenziato le modifiche strutturali sulla verticale del Vortice Polare per il corso dei prossimi giorni e verso metà mese.

      Nella sostanza, si compirebbe un riscaldamento significativo nella sezione stratosferica, quindi con importante indebolimento e conseguente delocalizzazione del Vortice Polare Stratosferico dalla sua sede naturale.

       

      Più nello specifico, delocalizzazione verso i settori sub-polari europei e, dunque, con possibili maggiori occasioni per qualche contesto freddo sul vecchio continente.

      Abbiamo anche rilevato, tuttavia, che la disposizione dell’asse del Vortice Polare Stratosferico, almeno quella visibile con i dati attuali provenienti dai forecasts modellistici, potrebbe non essere molto favorevole ad azioni fredde per l’Europa meridionale.

       

      Ciò perchè il riscaldamento sarebbe a opera di una sola onda planetaria, non in grado, quindi, di operare uno Split del Vortice piuttosto un “Displacement”, ossia, appunto, una sua delocalizzazione con occasioni, si, di azioni fredde, ma a impatto poco meridiano.

      L’asse del VPS, fino alla bassa Stratosfera, si dislocherebbe lungo i paralleli in corrispondenza dei settori subpolari europei, compromettendo, di fatto, un efficace blocco alla circolazione oceanica da parte dell’Alta Atlantica.

       

      Nella sostanza, benché sia atteso un netto crollo delle velocità zonali, esso potrebbe mostrarsi efficace a più alte latitudini, quindi potrebbe non compiersi un blocco ben strutturato, con radice iberica, per intenderci;

      piuttosto, potrebbe configurarsi un moderato blocco alto-atlantico, per di più nemmeno molto duraturo, in presenza del quale, eventuali azioni polari o artiche potrebbero non indirizzarsi verso il Mediterraneo centrale, piuttosto verso l’Ovest Europa, passando per i settori centro settentrionali continentali.

       

      Dunque, per la fase di riferimento, ma probabilmente per buona parte della seconda decade, sull’Italia potrebbe esserci una ricorrente instabilità, a tratti anche maltempo severo, specie su aree tirreniche, diffusamente sui settori centrali in genere e anche su diverse aree del Nord, per una prevalenza di correnti perturbate oceaniche, molta umidità in gioco, ma con scarso apporto freddo.

      Magari solo verso il Nord e di più verso i settori alpini, possibile qualche temporanea scorribanda di correnti moderatamente fredde.

      Da computare nevicate abbondanti sui settori alpini a quote medie, ma per qualche fase anche medio-basse. Precipitazioni presenti, ma meno ricorrenti sul medio e basso Adriatico, sui settori ionici e in Sicilia.

       

      Solo nella fase 15-16/20 marzo, potrebbe aversi una leggera meridianizzazione del Getto, con possibile temporanea azione di flusso moderatamente freddo nordoccidneale e qualche parvenza di inverno anche per l’Italia, ma, al momento, appare ancora piuttoso fumosa questa ipotesi.

      In termini di maggiore opportunità per freddo anche per il Mediterraneo centrale e l’Italia, qualche occasione in più potrebbe arrivare, come già rilevato in precedenti nostre proiezioni, per il corso della terza decade di marzo e anche della prima parte di Aprile.

      L’indebolimento del VP un po’ su tutta la colonna, a opera di continui e insistenti warmings tipici di fine stagione (Final Warming, ma sarebbe abbastanza precoce, per cui non è ancora certa la disfatta definitiva del VP), rilasserebbe progressivamente di più la Corrente a Getto, facilitando ondulazioni che potrebbero avere anche connotati freddi o moderatamente freddi di tipo tardivo fino alle latitudini mediterranee.

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