Gli ultimi aggiornamenti del modello americano GFS riguardo alla prima metà di marzo ci mostrano un andamento molto dinamico, che potrebbe farci vivere due situazioni diametralmente opposte tra loro.
Ecco l’anticiclone!
Innanzitutto, il ritorno dell’anticiclone sul Mediterraneo e su tutta l’Europa centro-occidentale è ormai un dato di fatto: la prima settimana di marzo e della primavera meteorologica sarà dominata in lungo e in largo da questo anticiclone subtropicale, che avvolgerà molti paesi del Vecchio Continente, causando un netto incremento delle temperature. L’alta pressione spazzerà via la veloce perturbazione del fine settimana, ovvero quella di sabato 1 e domenica 2 marzo, che arrecherà un po’ di piogge sulla nostra penisola.
Temperature in forte aumento
Le ultime precipitazioni abbandoneranno il Sud nel corso di lunedì 3 marzo, dopodiché sarà la volta di questo imponente anticiclone, pronto a regalarci temperature localmente primaverili, con valori superiori ai 20°C al Sud e sulle Isole Maggiori.
Possibile svolta dal 7-8 marzo
Le carte in tavola potrebbero nuovamente cambiare a partire dal 7 o 8 marzo. Il modello americano GFS propone il graduale inserimento di nuove perturbazioni atlantiche sull’Europa, che andranno man mano a indebolire l’alta pressione. Successivamente, l’anticiclone potrebbe spostare la propria radice sull’Atlantico orientale, favorendo la discesa di aria molto più fredda dal Nord Europa, ovvero aria fredda di origine artica, che potrebbe interessare la nostra penisola, generando un tracollo delle temperature.
Colpo di coda invernale?
Tutto questo potrebbe concretizzarsi nel periodo tra il 9 e il 15 marzo. Dunque, in questo lasso di tempo, potrebbe verificarsi un vero e proprio colpo di coda invernale, con freddo improvviso su gran parte d’Italia e maltempo intenso, con possibilità di nevicate a quote relativamente basse per il periodo. La traiettoria di questi flussi freddi di origine artica resta ancora molto incerta, quindi è impossibile, al momento, capire quali regioni potranno essere colpite dal maltempo o dalla neve.
Naturalmente, parliamo ancora di tendenze meteo a lunga scadenza, che richiederanno conferme o smentite nei prossimi aggiornamenti.