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Meteo: dalla SIBERIA all’ITALIA, il lungo viaggio del GELO, vi spieghiamo tutto

Luca Martini di Luca Martini
11 Feb 2025 - 12:20
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) L’evoluzione meteo che porta un’ondata di gelo sull’Italia è il risultato di un delicato equilibrio tra differenti masse d’aria e dinamiche atmosferiche su larga scala. Affinché si verifichi un raffreddamento significativo, entrano in gioco fattori determinanti come l’origine dell’aria fredda, la disposizione dei centri di alta e bassa pressione e l’influenza del Mediterraneo, che modula l’intensità di tali episodi.

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Le masse d’aria che determinano le ondate di freddo intenso sulla nostra Penisola provengono principalmente da due grandi aree: l’Artico e la Siberia. Queste correnti possono giungere in Italia seguendo due percorsi principali.

Due vie per il freddo: dalla Valle del Rodano e dall’Adriatico

Il primo canale di ingresso è la Valle del Rodano, attraverso cui affluisce aria artica marittima, caratterizzata da temperature meno estreme ma da un maggiore contenuto di umidità. Questo flusso può favorire la formazione di cicloni mediterranei, capaci di generare nevicate abbondanti nelle regioni settentrionali e centrali.

Il secondo percorso è quello dell’Adriatico, che rappresenta la via d’ingresso delle masse d’aria siberiane attraverso la cosiddetta “Porta della Bora”. Questa corrente continentale è ben più secca e gelida, provocando calo termico repentino, forti venti da nord-est – come la Bora e il Grecale – e condizioni di gelo estremo su molte regioni.

 

L’importanza della pressione atmosferica

Affinché il freddo intenso possa raggiungere l’Italia, è necessaria una specifica configurazione della pressione atmosferica. L’elemento chiave è la presenza di un anticiclone di blocco sull’Europa Settentrionale o Centrale, che impedisce il normale scorrimento delle correnti atlantiche e favorisce invece la discesa di aria gelida verso sud.

Un altro fattore determinante è l’indebolimento del vortice polare, ovvero la grande area di bassa pressione situata sull’Artico. Quando il vortice polare si frammenta, masse di aria gelida possono scendere rapidamente verso l’Europa, dando vita a eventi meteo estremi. In alcuni casi, il contatto tra questa aria gelida e le acque relativamente più calde del Mediterraneo porta alla formazione di cicloni, responsabili di nevicate fino a quote basse.

 

Il ruolo del Mediterraneo nell’intensificare il gelo

Il Mediterraneo gioca un ruolo fondamentale nella modulazione degli effetti delle ondate di gelo. Essendo un bacino più mite rispetto alle masse d’aria siberiane, il suo calore fornisce umidità, favorendo la formazione di nubi e precipitazioni. Per questo motivo, l’arrivo del freddo intenso può tradursi in nevicate abbondanti, specialmente lungo le coste adriatiche e nel versante tirrenico esposto ai venti da nord-est.

In condizioni particolarmente favorevoli, le nevicate possono raggiungere anche città solitamente miti come Roma e Napoli, imbiancando zone che raramente vedono la neve.

 

Ondate di gelo nella storia: dai record del passato ai cambiamenti attuali

Nonostante il cambiamento climatico tenda a ridurre la frequenza delle ondate di gelo, l’aumento della variabilità atmosferica potrebbe favorire episodi estremi, ma più brevi rispetto al passato. Alcune ricerche indicano che il riscaldamento del Pacifico potrebbe destabilizzare il vortice polare, aumentando la probabilità di irruzioni fredde improvvise anche nelle regioni mediterranee.

Inoltre, un’atmosfera più calda contiene una maggiore quantità di vapore acqueo, il che potrebbe rendere le nevicate più intense in caso di interazione con aria fredda.

 

La storia meteorologica dell’Italia è costellata di eventi di freddo eccezionale. Nel febbraio 1956, le temperature scesero sotto i -20°C in diverse aree della Pianura Padana, mentre Roma e Napoli furono imbiancate da una delle nevicate più intense del secolo.

Un altro caso memorabile è il gennaio 1985, quando l’Arno ghiacciò e furono registrati valori record come -23,2°C a Firenze e -10,4°C a Foggia. Più recentemente, nel febbraio 2012, un’ondata di freddo eccezionale colpì tutta l’Europa e l’Italia, con minime di -21,8°C a Torino e nevicate abbondanti su molte regioni, su tutte le adriatiche.

 

Le ondate di gelo che colpiscono l’Italia non sono eventi casuali, ma il risultato di precise dinamiche atmosferiche che consentono all’aria siberiana o artica di raggiungere il nostro Paese. La loro intensità dipende dalla quantità di aria gelida in arrivo e dall’interazione con il Mediterraneo, che può amplificare i fenomeni nevosi.

Sebbene il clima stia cambiando, la possibilità di nuove irruzioni fredde rimane concreta, specie in presenza di configurazioni meteo favorevoli. (METEOGIORNALE.IT)

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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