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Home A La notizia del giorno

Resto di Febbraio: occhio al freddo da Est. Ponte di Voejkov?

Antonio Romano di Antonio Romano
13 Feb 2025 - 09:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Dalle nostre analisi emergono dati ancora inquietanti relativamente al prosieguo di febbraio.

Che i modelli matematici deterministici abbiano una certa difficoltà a cogliere la possibile tendenza per la rimanente parte del mese in corso, essenzialmente per la terza decade (essendo abbastanza delineate le manovre bariche precedenti), lo abbiamo ripetutamente rilevato in tutti i nostri quotidiani editoriali.

 

Non capita sovente che sullo scacchiere euro-atlantico entrino in gioco, simultaneamente, due importanti masse d’aria:

una mite e umida atlantica, l’altra molto fredda artica-continentale. I due colossi barici sono imponenti, entrambi molto possenti, nonchè eterogenei, sicchè la forza dell’uno finisce quasi con l’annullare quella dell’altro, con il Mediterraneo e l’Italia giusto nel mezzo delle due azioni e ancora, sostanzialmente, terra di nessuno dei due.

 

Talora e per qualche fase, piccole scorribande legate ai due sistemi circolatori riguarderanno, nei prossimi giorni, la nostra penisola con qualche cenno temporaneo di inverno su alcuni settori, ma poi subito ripristino di condizioni più quiete.

E’ piuttosto verosimile, però, che lo stato di “standby” non duri molto a lungo, con inevitabile scontro più frontale, prima o poi, tra questi due protagonisti del tempo e, dunque, possibili conseguenze che potrebbero essere anche eclatanti.

 

Tra gli scenari ipotizzabili nel giro di 7-8 giorni, emerge uno, dagli ultimissimi aggiornamenti, più intrigante degli altri:

una possibile forzatura del flusso oceanico, quindi un aumento considerevole del flusso zonale che andrebbe a sollevare, in senso meridiano e a ridosso proprio dei meridiani nostrani, l’anticiclone subtropicale fino alle alte latitudini europee.

 

Dal canto suo, la massa d’aria fredda artica continentale, potrebbe essere costretta ad abbandonare latitudini più alte nordorientali europee e incamminarsi verso quelle sud-orientali.

Si verrebbe a creare, con queste dinamiche prospettate dagli ultimissimi forecasts modellistici, una configurazione barica a macroscala atlantica/euro-asiatica, caratterizzata da alta pressione crescente sul Mediterraneo centrale con promontorio virante verso la il Baltico e da un nocciolo freddo agente sul fianco orientale anticiclonico e verso latitudini sempre più meridionali.

 

                                                Immagine 1 

Le conseguenze di questa manovra sarebbero sostanzialmete 2:

1- anticiclone preponderante, con freddo deviato a Est e tempo mediamente stabile sull’Italia per il resto di febbraio, salvo influenze fredde iniziali, ma perlopiù asciutte e transitorie;

2- movimenrto retrogrado lungo il fianco orientale e meridionale dell’alta pressione, con nocciolo freddo che potrebbe insidiare il Mediterraneo centrale e l’Italia in una classica configurazione invernale contrassegnata dal ponte altoprezzorio di Voejkov.

 

Dinamica ultima tutta da interpretare nei prossimi giorni. Tuttavia, al di là della possibilità, magari prevalente, che l’anticiclone abbia la meglio sul nostro bacino, ci sarebbero i presupposti, tutt’altro che improbabili, per una possibile e più efficace corrosione, a opera del nocciolo freddo artico-continentale, dell’alta pressione sul suo fianco Est, specie basso, dove i geo-potenziali potrebbero essere meno strutturati e dove l’azione retrograda potrebbe trovare minore resistenza.

A remare a favore di questa ipotesi, che vorrebbe un Mediterraneo più depresso che anticiclonico nel prosieguo del mese, rimane una buona proiezione della convenzione subtropicale, index MJO (immagine 1 allegata), mediamente protesa in fase 8 nei prossimi 10/15 giorni, fase favorevole a dinamiche invernali sul Mediterraneo centrale.

Monitoreremo quotidianamente l’evoluzione per il prosieguo di febbraio. (METEOGIORNALE.IT)

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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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