(METEOGIORNALE.IT) Il lobo del vortice polare, che attualmente sta generando un’intensa ondata di gelo sugli Stati Uniti d’America, portando temperature ben al di sotto della media stagionale e provocando tempeste di neve anche in aree dove questi fenomeni sono rari, nel corso di gennaio si sposterà verso l’Europa. Esatto, il vortice lascerà gli Stati Uniti d’America e il Canada, dove si instaurerà un regime di alta pressione con un conseguente aumento delle temperature. Al contrario, in direzione della Groenlandia, del Mare del Nord e verso latitudini più meridionali, il lobo del vortice polare tenderà a convogliare aria fredda.
Un importante ostacolo potrebbe però rallentare questa dinamica: l’instaurazione di un’area di alta pressione sul Mediterraneo e sull’Europa centro-meridionale. Questa configurazione potrebbe limitare l’espansione verso sud dell’aria fredda. Tuttavia, è bene sottolineare che i modelli matematici faticano a prevedere con precisione il caos atmosferico generato dal vortice polare, spesso individuabile solo a ridosso dell’evento. Questo limite non riguarda solo l’Europa, ma anche altre aree del pianeta. È opinione diffusa che le previsioni meteo siano più affidabili in Nord America rispetto all’Europa, ma ciò non corrisponde alla realtà.
I modelli matematici utilizzati per le previsioni meteo negli Stati Uniti d’America e in Canada sono gli stessi impiegati in Europa. I risultati ottenuti differiscono per via dei diversi movimenti delle masse d’aria, ma anche in Nord America, quando si verificano ondate di freddo, la loro intensità spesso supera le aspettative o si creano situazioni atmosferiche impreviste. Tali anomalie possono generare condizioni estreme o, al contrario, ridimensionare l’entità delle ondate di freddo.
Se le previsioni meteo fossero pienamente affidabili a livello globale, molti disagi potrebbero essere evitati. Negli Stati Uniti d’America, ad esempio, ogni tempesta provoca migliaia di blackout elettrici, a dimostrazione del margine di errore delle previsioni. Con una prevenzione adeguata, supportata da modelli più precisi, molti di questi problemi sarebbero risolvibili.
Per comprendere i limiti dei modelli matematici, basta osservare la stagione degli uragani. La rotta di un uragano viene spesso prospettata con notevole incertezza. Anche in questo caso, gli stessi modelli faticano a garantire affidabilità durante eventi meteorologici estremi. Tuttavia, essi forniscono informazioni indispensabili per formulare previsioni meteo di una certa attendibilità e monitorare l’evoluzione dei fenomeni atmosferici, soprattutto in situazioni di emergenza.
Ritornando al lobo del vortice polare, in assenza di un marcato riscaldamento stratosferico, le ondate di freddo in Europa dipendono prevalentemente dai suoi spostamenti. Entro una decina di giorni, il vortice dovrebbe gradualmente abbandonare il Nord America per dirigersi verso l’Europa settentrionale. Le conseguenze di questo movimento sono al momento difficili da prevedere. Tuttavia, considerando che l’attuale inverno presenta condizioni climatiche favorevoli per irruzioni di aria fredda, causate da una complessa interazione di indici climatici, anche l’Europa centro-meridionale potrebbe essere colpita, seppur temporaneamente, da episodi estremi di gelo o freddo intenso, con possibili nevicate.
In questo contesto, è fondamentale seguire costantemente gli aggiornamenti meteo. L’obiettivo che abbiamo non è certo quello di alimentare l’attenzione verso il freddo, ma di analizzare cosa indicano i modelli matematici di previsione, accettando, inevitabilmente, il rischio di errore insito in tali analisi. (METEOGIORNALE.IT)
