Dopo un periodo dominato da perturbazioni atlantiche e temperature piรน miti, lโinverno รจ pronto a fare il suo ritorno con condizioni di meteo estremo, che porteranno il freddo e la neve a bassa quota. Sebbene fino al 9 gennaio non si prevedano nevicate significative al di sotto dei 1000 metri, a partire dal 10 gennaio lโarrivo di aria gelida artica potrebbe cambiare drasticamente lo scenario.
ย
Un periodo mite e piovoso fino al 9 gennaio
Le perturbazioni attuali, di origine atlantica, stanno portando piogge diffuse su buona parte del Nord Italia e del versante tirrenico. Tuttavia, lโaumento delle temperature, causato dai venti di scirocco e libeccio, sta limitando le nevicate alle sole aree montane, con una quota neve che si mantiene oltre i 1000-1200 metri.
Nel Sud Italia e nelle Isole Maggiori, lโaumento termico sarร ancora piรน marcato, con temperature che raggiungeranno picchi di 19-20ยฐC. Anche al Nord, pur mantenendosi piรน fresco, le condizioni non saranno sufficientemente rigide per consentire la formazione di neve in pianura o collina.
ย
Lโarrivo del freddo artico dal 10 gennaio
Un cambiamento significativo si profila a partire dal 10 gennaio, quando una massa di aria gelida di origine artica inizierร a spostarsi verso lโItalia. Questo afflusso freddo porterร un calo sensibile delle temperature, inizialmente al Nord Italia e successivamente al Centro-Sud.
ย
Prima perturbazione: 10-11 gennaio
La depressione prevista tra il 10 e lโ11 gennaio potrebbe interessare principalmente il Centro-Nord Italia, portando nevicate fino a bassa quota o in pianura su alcune regioni settentrionali: Lombardia, specialmente le aree pianeggianti orientali; Piemonte orientale, incluse le zone vicine al Novarese; Basso Veneto, con possibili accumuli al suolo; Trentino-Alto Adige, anche nei fondovalle; Emilia, in particolare nelle province occidentali come Piacenza e Parma.
ย
Seconda perturbazione: 12-15 gennaio
Tra il 12 e il 15 gennaio, una seconda perturbazione, piรน organizzata e persistente, potrebbe avere un impatto significativo sul Centro-Sud Italia. Le regioni centrali saranno particolarmente esposte, con nevicate previste a quote pianeggianti o molto basse su: Marche, in particolare nelle aree interne; Abruzzo, fino alla costa in alcuni casi; Umbria, con accumuli significativi anche a bassa quota; Molise, soprattutto nelle zone collinari e montane.
Al Sud Italia, la neve potrebbe raggiungere le zone collinari, mentre il Nord Italia, in questa fase, potrebbe rimanere ai margini del maltempo. Tuttavia, piccoli spostamenti del ciclone potrebbero rimettere in gioco il Settentrione, portando nuovamente neve in pianura.
ย
Incertezza sulla traiettoria del ciclone
Le previsioni per questo periodo presentano ancora margini di incertezza. La traiettoria del ciclone, insieme alla posizione del minimo barico, sarร determinante per capire quali regioni saranno maggiormente colpite. Se il centro depressionario si posizionasse piรน a nord, il Nord Italia potrebbe ricevere ulteriori nevicate; al contrario, una traiettoria meridionale sposterebbe il focus delle condizioni meteo piรน perturbate sul Centro-Sud.
