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      Home » Meteo fine Gennaio: SCONTRO tra titani, vediamo chi vincerà
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      Meteo fine Gennaio: SCONTRO tra titani, vediamo chi vincerà

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 17/01/2025
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      6 Min Lettura
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      Contents
      • Una goccia fredda e la transizione verso una nuova fase
      • La palude barica e le incertezze sul meteo
      • Modello GFS: l’Anticiclone domina incontrastato
      • Modello ECMWF: un tempo più dinamico e piovoso
      • Quale scenario è più probabile?
      • Le conseguenze sono differenti
      • Prospettive per il meteo di fine Gennaio

       

      Il meteo dell’ultima decade di Gennaio si presenta con scenari meteo contrastanti, dominati da modelli meteorologici divergenti: due attori saranno i protagonisti, che si daranno battaglia. Mentre il modello americano GFS suggerisce una situazione stazionaria con l’anticiclone saldo sull’Italia, il modello europeo ECMWF propone un quadro opposto, caratterizzato da instabilità diffusa e maltempo. Vediamo nel dettaglio quali dinamiche potrebbero verificarsi, analizzando gli elementi chiave.

       

      Una goccia fredda e la transizione verso una nuova fase

      L’ingresso nell’ultima parte di Gennaio è segnato dalla presenza di una vasta depressione in quota, comunemente definita goccia fredda. Questa configurazione atmosferica ha già determinato condizioni di maltempo intenso, concentrandosi principalmente sul Sud Italia e sulle Isole Maggiori. Tuttavia, un cambiamento è all’orizzonte.

       

      Secondo le previsioni, il flusso atlantico potrebbe riagganciare questa struttura, rafforzandola e contribuendo alla formazione di una nuova fase perturbata. Le aree più colpite da questa dinamica sarebbero il Centro Italia e alcune regioni del Sud, mentre il Nord Italia potrebbe restare prevalentemente asciutto, sebbene con un graduale aumento della copertura nuvolosa. Questo scenario, però, non porterà al dominio né dell’anticiclone né delle depressioni atlantiche, dando vita a una situazione meteorologica piatta, definita palude barica.

       

      La palude barica e le incertezze sul meteo

      Il termine “palude barica” indica una condizione atmosferica caratterizzata dall’assenza di una figura dominante, come un’Alta Pressione o una profonda depressione. In questa situazione, l’Italia e gran parte dell’Europa centrale rimarrebbero sotto l’influenza di una circolazione debole, con fenomeni atmosferici poco organizzati.

       

      La presenza di una palude barica rende particolarmente difficili le previsioni a medio e lungo termine. Infatti, i principali modelli meteorologici, GFS ed ECMWF, divergono sensibilmente sulle dinamiche successive. Mentre il modello americano punta su una ripresa dell’anticiclone, quello europeo vede il ritorno di un flusso atlantico più attivo, in grado di riportare il maltempo sull’intero territorio italiano.

       

      Modello GFS: l’Anticiclone domina incontrastato

      Il modello GFS, elaborato dai meteorologi americani, prevede una stabilità marcata per l’ultima decade di Gennaio. Secondo questa visione, l’anticiclone tornerebbe a dominare lo scenario meteorologico, garantendo condizioni prevalentemente asciutte e temperature nella media stagionale o leggermente superiori. Questa configurazione favorirebbe cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte del Paese, con nebbie diffuse in pianura durante le ore più fredde.

       

      Le regioni settentrionali, come la Pianura Padana, potrebbero sperimentare inversioni termiche, con minime fredde durante la notte e valori più miti di giorno, soprattutto sulle colline e lungo le coste. Al Centro-Sud, invece, si registrerebbero temperature in lieve aumento, accompagnate da un clima stabile.

       

      Modello ECMWF: un tempo più dinamico e piovoso

      Di tutt’altro avviso è il modello europeo ECMWF, che ipotizza un flusso atlantico particolarmente attivo. Questa configurazione porterebbe impulsi perturbati verso il Mediterraneo, interrompendo il dominio dell’Alta Pressione. Il primo di questi impulsi instabili potrebbe manifestarsi intorno al 24 Gennaio, con un coinvolgimento parziale anche del Nord Italia. Nei giorni successivi, un ulteriore abbassamento della corrente a getto favorirebbe la formazione di una nuova fase di maltempo, con piogge diffuse e un netto calo delle temperature.

       

      Secondo questa ipotesi, il 28 Gennaio potrebbe segnare l’inizio di un periodo particolarmente piovoso, con precipitazioni significative sia al Nord che al Sud. L’ipotesi europea prevede anche un ritorno della neve, soprattutto sui rilievi alpini e appenninici, a quote medie o alte, ma non si escludono nevicate più basse in caso di correnti fredde.

       

      Quale scenario è più probabile?

      L’incertezza tra i modelli meteorologici riflette la complessità della situazione atmosferica attuale. Entrambe le ipotesi presentano elementi plausibili, ma la reale evoluzione dipenderà dalla forza del flusso atlantico e dalla capacità dell’anticiclone di resistere alle incursioni instabili.

       

      Se l’Alta Pressione dovesse consolidarsi, le condizioni meteo rimarrebbero stabili, con cieli limpidi e un graduale innalzamento delle temperature. Al contrario, un abbassamento del flusso atlantico potrebbe riportare il maltempo, con piogge diffuse e un ritorno a un Inverno più dinamico.

       

      Le conseguenze sono differenti

      Indipendentemente dallo scenario che si realizzerà, le differenze regionali saranno marcate. Il Nord Italia, spesso protetto dalle Alpi, potrebbe restare ai margini del maltempo, salvo incursioni più decise dal Mediterraneo occidentale. Al contrario, il Centro-Sud e le Isole Maggiori rischiano di essere maggiormente coinvolti, sia dalle perturbazioni atlantiche sia da eventuali depressioni locali.

       

      Le temperature, invece, saranno influenzate dalla presenza o meno dell’anticiclone. In caso di stabilità atmosferica, si assisterà a valori tipici della stagione, con possibili inversioni termiche nelle valli e pianure. Se invece prevalesse l’instabilità, le temperature potrebbero subire fluttuazioni, con periodi più freddi alternati a momenti più miti.

       

      Prospettive per il meteo di fine Gennaio

      L’ultima settimana di Gennaio si annuncia come un periodo di transizione, in cui il confronto tra l’Alta Pressione e le perturbazioni atlantiche definirà il meteo sull’Italia. Gli aggiornamenti dei modelli nei prossimi giorni saranno fondamentali per comprendere quale direzione prenderà la situazione atmosferica.

       

      Nel frattempo, è evidente come l’Inverno 2025 si stia rivelando particolarmente variegato, con episodi di stabilità alternati a fasi di maltempo intenso. La speranza è che questa dinamicità possa contribuire a ridurre eventuali deficit idrici accumulati nei mesi scorsi, soprattutto in vista del meteo estivo.

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