Siccità devastante in Kenya: è la più grave degli ultimi quarant’anni

Siccità devastante in Kenya: è la più grave degli ultimi quarant’anni

Il Kenya sta affrontando una delle più gravi crisi idriche della sua storia recente, con milioni di persone alle prese con la mancanza di accesso a risorse idriche e alimentari. La siccità , una volta caratterizzata da cicli stagionali prevedibili, si presenta oggi con frequenza e intensità crescenti, mettendo in ginocchio le regioni aride e semi-aride del paese. Questo fenomeno, strettamente legato ai cambiamenti climatici , sta minacciando le principali attività economiche del paese, come l’agricoltura e l’allevamento, da cui dipendono intere comunità.

Secondo le Nazioni Unite , il Kenya sta vivendo la più grave emergenza idrica degli ultimi 40 anni . Fiumi , laghi e risorse idriche sotterranee si stanno esaurendo rapidamente, lasciando le regioni settentrionali in una condizione di estrema vulnerabilità. In queste aree, le donne e i bambini percorrono quotidianamente chilometri per raccogliere acqua da pozzi sempre più profondi, spesso contaminata e responsabile della diffusione di malattie come diarrea e infezioni intestinali.

Le regioni aride come il Turkana e il Garissa , dove le temperature raggiungono frequentemente i 40°C , sono tra le più colpite. Qui, la scarsità di pioggia ha decimato i raccolti e causato la morte di migliaia di capi di bestiame , privando molte famiglie della loro principale fonte di reddito e alimentazione. Le condizioni estreme stanno inoltre accelerando i fenomeni di desertificazione, riducendo ulteriormente la capacità di queste aree di sostenere la vita.

La crisi idrica in Kenya è strettamente legata agli effetti dei cambiamenti climatici . Eventi estremi, come periodi di siccità sempre più prolungati alternati a piogge intense e devastanti, hanno sconvolto il ciclo idrico naturale del paese. Questi cambiamenti climatici hanno aggravato la vulnerabilità delle popolazioni locali, che dipendono da sistemi agricoli già fragili e spesso privi di adeguate infrastrutture per la gestione delle risorse idriche.

A peggiorare la situazione contribuisce anche la riduzione delle foreste, fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio idrico. La deforestazione nelle regioni montane, come il Monte Kenya e le colline di Aberdare , ha portato a una significativa diminuzione delle piogge e alla riduzione delle riserve idriche disponibili.

Durante la COP29 , la Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite svoltasi a Baku , in Azerbaigian , il Kenya ha evidenziato l’urgenza di un maggiore supporto internazionale per affrontare la crisi idrica e i cambiamenti climatici. Uno dei principali risultati della conferenza è stato il “ Patto di Unità Climatica di Baku “, un accordo che prevede obiettivi finanziari condivisi per sostenere i paesi vulnerabili e una roadmap per l’adattamento climatico globale.

L’accordo mira a fornire risorse finanziarie ai paesi più colpiti , consentendo loro di implementare strategie di adattamento come la costruzione di infrastrutture idriche sostenibili, l’adozione di tecnologie per la raccolta delle acque piovane e il miglioramento dei sistemi di irrigazione. Il Kenya , che ha giocato un ruolo attivo durante i negoziati, spera di ottenere fondi per progetti volti a rafforzare la resilienza delle comunità locali e ridurre la dipendenza da fonti idriche sempre più scarse.