Siccità: il principale responsabile è il cambiamento climatico, studio americano individua le cause
Le siccità che colpiscono con sempre maggiore frequenza l’ Ovest degli Stati Uniti e altre aree della Terra, non escluso il bacino del Mediterraneo, sono state tradizionalmente attribuite a fenomeni ciclici di scarsità di precipitazioni . Tuttavia, una nuova ricerca indica che il vero fattore determinante è il cambiamento climatico indotto dall’uomo, che attraverso il riscaldamento delle temperature ha un impatto ben più forte di quanto ipotizzato. Lo studio, incentrato sull’Ovest statunitense e condotto da esperti dell’ Università della California, Los Angeles (UCLA) e della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) , sottolinea che l’aumento dell’ evaporazione causata dal riscaldamento globale è oggi la principale causa delle condizioni di aridità che affliggono la regione, soprattutto a partire dagli anni Duemila.
Nel periodo critico tra il 2020 e il 2022 , l’analisi ha rilevato che il contributo dell’ evaporazione alla gravità della siccità è stato del 61% , mentre la riduzione delle piogge ha inciso solo per il 39% . Secondo la professoressa Rong Fu , autrice principale dello studio e docente di scienze atmosferiche e oceaniche alla UCLA, sebbene fosse già noto che le temperature elevate favoriscono le siccità, questa ricerca dimostra chiaramente che la perdita d’ umidità dovuta all’evaporazione ha un peso maggiore rispetto alla semplice carenza di piogge.
Questa nuova visione è un cambio di prospettiva: storicamente, le siccità dell’Ovest americano erano interpretate come fenomeni meteorologici legati a periodi di scarse precipitazioni. Ora, grazie a questo studio, è evidente che l’aumento delle temperature globali , causato in gran parte dalla combustione di combustibili fossili , ha intensificato la domanda di evaporazione, influenzando la frequenza e la gravità delle siccità. Questo ci impone di ripensare il nostro approccio alla crisi idrica e alle strategie di mitigazione, tenendo conto delle attività umane e del loro impatto sul clima.
La direttrice esecutiva del Sistema Nazionale Integrato di Informazioni sulla Siccità della NOAA, Veva Deheza , coautrice dello studio, ha evidenziato come questo cambiamento di prospettiva indichi un nuovo paradigma. Le temperature in costante aumento stanno generando siccità estreme , e in questo contesto il ruolo delle precipitazioni diventa secondario.
L’ equilibrio climatico è profondamente complesso. Il riscaldamento globale aumenta i tassi di evaporazione e, sebbene un’atmosfera più calda sia in grado di trattenere maggiori quantità di vapore acqueo , questo non si traduce automaticamente in piogge. Infatti, il calore mantiene le molecole d’acqua in costante movimento, ostacolando la condensazione e, di conseguenza, la formazione di precipitazioni. Questo meccanismo, alimentato dall’ incremento delle temperature , sembra preludere a periodi di siccità più lunghi, estesi su aree maggiori e caratterizzati da condizioni di aridità sempre più severe.
Esaminando i dati degli ultimi 70 anni , gli scienziati hanno messo a confronto le siccità naturali e quelle influenzate dal cambiamento climatico causato dall’uomo. I risultati indicano che l’ 80% dell’aumento della domanda evaporativa osservato dal 2000 è attribuibile al cambiamento climatico, una percentuale che durante i periodi di siccità supera il 90% . Questo dimostra chiaramente che il cambiamento climatico è il principale motore dell’aumento della gravità e dell’espansione delle siccità dal 2000 a oggi.
Le implicazioni di questa scoperta sono notevoli: la sfida della gestione delle risorse idriche nell’Ovest degli Stati Uniti richiede una nuova strategia che consideri non solo le precipitazioni, ma anche l’impatto dell’aumento delle temperature sulle riserve d’acqua.
