
(METEOGIORNALE.IT) In questo articolo riprendiamo il report pubblicato dal NOAA riguardo alle attuali condizioni del fenomeno di La Niña nell’Oceano Pacifico. La Niña è caratterizzata dal raffreddamento delle acque superficiali nell’Oceano Pacifico equatoriale centrale e orientale, mentre il fenomeno opposto, El Niño, comporta un riscaldamento di queste acque. Entrambi gli eventi possono avere un impatto significativo sui modelli meteorologici globali, influenzando le fluttuazioni delle temperature e altri fenomeni atmosferici. Anche durante eventi intensi di La Niña, tuttavia, le temperature medie globali tendono a rimanere più alte rispetto a quelle registrate durante eventi forti di El Niño in passato.
Perché un evento possa essere ufficialmente definito La Niña, si devono verificare alcune condizioni specifiche. In particolare, deve essere osservata un’anomalia negativa della temperatura superficiale del mare (SST) pari o inferiore a -0,5°C per almeno un mese nella regione del Niño-3.4 dell’Oceano Pacifico equatoriale (tra 5° N – 5° S, 120° W – 170° W). Inoltre, è necessario che questa condizione persista per almeno tre mesi, come indicato dall’Indice del Niño Oceanico (ONI), e che si manifesti una risposta atmosferica associata a La Niña nell’Oceano Pacifico equatoriale.
Il report NOAA: probabilità al 60% che il fenomeno si verifichi
Nel mese di settembre 2024, l’ENSO-neutro è continuato, con le temperature superficiali del mare (SST) nell’Oceano Pacifico equatoriale centrale e orientale vicine alla media. Gli ultimi dati settimanali sull’indice Niño mostrano variazioni da +0,2°C (Niño-4) a -0,4°C (Niño-1+2). Tuttavia, nel Pacifico equatoriale orientale e centro-orientale, le temperature erano leggermente sotto la media. Inoltre, i venti a bassa quota nel Pacifico centrale erano orientali, mentre quelli a livello superiore erano occidentali. La convezione è rimasta nella norma sull’Indonesia, ma era un po’ più debole vicino alla Date Line, un segnale che il sistema oceano-atmosfera resta in una condizione neutra ENSO.
L’IRI (International Research Institute) prevede una La Niña debole e di breve durata, con l’indice Niño-3.4 che potrebbe scendere sotto i -0,5°C. Anche se le previsioni del North American Multi-Model Ensemble (NMME) sono leggermente più calde, continuano a suggerire una La Niña debole. A causa di queste previsioni più calde e dell’indebolimento recente degli alisei equatoriali, si ritiene che una La Niña debole sia ancora probabile, ma con una minore probabilità di impatti significativi durante l’inverno. Nonostante questo, potrebbero comunque esserci influenze sui modelli stagionali.
In sintesi, si prevede che la La Niña si sviluppi tra settembre e novembre 2024 (con una probabilità del 60%) e persista fino a gennaio-marzo 2025. La prossima analisi sulla situazione dell’ENSO è prevista per il 14 novembre 2024. (METEOGIORNALE.IT)
