Il terremoto del 1755 di Lisbona è stato uno degli eventi sismici più devastanti della storia europea, con un impatto devastante non solo sulla città, ma anche sulle coste dell’Algarve e di Setúbal. Si è verificato il 1° novembre 1755, provocando la distruzione quasi totale della città, specialmente nella zona della Baixa, e ha avuto un’enorme influenza sulla società e sulla cultura dell’epoca.
Dettagli del terremoto
Il terremoto si verificò intorno alle 9:30 del mattino, durante la festa di Ognissanti, un giorno in cui le chiese erano piene di fedeli, aumentando così il numero di vittime. La magnitudo stimata del terremoto è tra 8,7 e 9 sulla scala Richter. L’epicentro preciso del terremoto non è noto, ma i sismologi suggeriscono che fosse situato in mare, tra 150 e 500 km a sud-ovest di Lisbona. L’evento è stato seguito da un tsunami con onde che hanno raggiunto una media di 20 metri di altezza e da numerosi incendi che durarono per cinque giorni, aggravando ulteriormente il numero di morti e i danni materiali.
Impatti e conseguenze immediate
Il terremoto e il successivo tsunami hanno devastato la città di Lisbona. Molte cronache dell’epoca, come quelle del padre Manuel Portal, descrivono dettagliatamente l’evento, sottolineando che la città fu scossa per circa due ore e mezza. Un’enorme fessura si aprì nel terreno, e gran parte della popolazione cercò rifugio vicino al porto, solo per essere sommersa dalle onde del tsunami. Questo maremoto penetrò fino a 250 metri nell’entroterra, travolgendo tutto sul suo cammino. Gli incendi scoppiarono immediatamente dopo, alimentati dai camini accesi e dalle candele, e furono aggravati dai saccheggiatori che approfittarono del caos per rubare tra le macerie.
Danni materiali e vittime
Il bilancio delle vittime è stato enorme: si stima che oltre 10.000 persone abbiano perso la vita a causa del terremoto, del tsunami, e degli incendi. In alcune stime, il numero delle vittime è considerato molto più alto. Oltre l’85% degli edifici di Lisbona è stato distrutto, tra cui palazzi storici, biblioteche, conventi e chiese. Molti edifici che inizialmente erano sopravvissuti al terremoto furono successivamente consumati dalle fiamme.
L’impatto del terremoto non si limitò a Lisbona. L’intero sud del Portogallo, in particolare l’Algarve, fu gravemente colpito. Le onde del tsunami raggiunsero anche le coste del Nord Africa, in particolare nelle città di Fez e Meknès in Marocco, dove furono registrate gravi perdite umane e danni materiali. Il terremoto fu avvertito in tutta Europa e in alcune isole dei Caraibi, come Antigua, Martinica e Barbados. Diverse aree attorno al Golfo di Cadice furono inondate, comprese località come Gibilterra, Siviglia, Cadice, Huelva e Ceuta.
Impatto sociale e culturale
Il terremoto del 1755 non ha avuto solo conseguenze fisiche ma anche un profondo impatto sociale e culturale. Ha messo in discussione molte delle convinzioni religiose e filosofiche dell’epoca. Pensatori dell’Illuminismo, come Voltaire, discussero dell’evento nei loro scritti, utilizzandolo come argomento per esplorare le tematiche della teodicea e della filosofia del sublime. L’evento ha inoltre rappresentato un importante stimolo per la nascita della moderna sismologia, essendo stato uno dei primi casi in cui si tentò di studiare scientificamente gli effetti di un terremoto su un’area vasta.
La ricostruzione di Lisbona
Dopo il disastro, la ricostruzione di Lisbona divenne una priorità per la monarchia portoghese. Il Marchese di Pombal, Primo Ministro dell’epoca, guidò uno sforzo di ricostruzione che non solo ricostruì la città, ma la modernizzò con nuove tecniche antisismiche. La ricostruzione incluse ampie strade rettilinee e una nuova architettura, conosciuta come lo stile Pombalino, che integrava misure innovative per resistere ai futuri terremoti.