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      Sfida al calore di Venere: come il nitruro di gallio potrebbe rivoluzionare l’esplorazione spaziale

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 02/07/2024
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      4 Min Lettura
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      Nell’ambito della ricerca per lo sviluppo ‍di dispositivi elettronici capaci di operare in ambienti ‍estremamente caldi, come la superficie di ‌Venere, il nitruro di gallio emerge come materiale promettente grazie alla sua capacità ⁢di resistere ‌a temperature superiori ai 500⁣ gradi Celsius. ⁢Studi recenti condotti ⁢dal MIT e⁤ da⁢ altre‌ istituzioni hanno dimostrato che questo ​materiale,⁢ insieme ai suoi contatti​ ohmici, mantiene la ⁣stabilità strutturale anche⁣ a tali temperature elevate.

       

      La superficie ⁤di Venere raggiunge i 480 gradi Celsius, una temperatura che può fondere il piombo, rendendo il pianeta inospitale sia per gli esseri umani⁢ che per le macchine. La limitazione principale ​nell’esplorazione di⁤ Venere risiede⁤ nella vulnerabilità degli elettronici a base di silicio, che⁢ non possono funzionare a lungo in condizioni⁣ così ​estreme. Di conseguenza, i ricercatori si sono orientati verso il nitruro di gallio, che può‌ sopportare temperature di 500 gradi ​ o più, superando i limiti operativi dei dispositivi ⁣a​ base di silicio, che si fermano a circa 300⁣ gradi.

       

      Un recente articolo pubblicato su Applied Physics ‍Letters descrive ⁣come un team di scienziati abbia indagato le proprietà e le prestazioni del nitruro ⁢di gallio a temperature estreme. Hanno ⁣esaminato l’impatto della temperatura sui contatti ohmici ⁣dei ⁣dispositivi,⁢ scoprendo che le alte temperature non causano​ un degrado significativo né del materiale né dei⁣ contatti. Anche dopo essere stati mantenuti a 500 gradi Celsius per 48 ore, i‌ contatti sono rimasti intatti.

       

      Queste scoperte sono cruciali per‌ lo sviluppo futuro di ‍transistor ad alte prestazioni che potrebbero operare sulla superficie di⁢ Venere, ma anche in ⁣applicazioni terrestri come l’estrazione di energia geotermica o il monitoraggio interno dei motori a getto.

       

      Il processo di fabbricazione dei dispositivi in nitruro di gallio‍ include ⁢l’aggiunta di contatti ohmici attraverso due​ metodi principali. Il primo‌ metodo prevede la deposizione ⁤di metallo sul nitruro di ​gallio e il suo riscaldamento a 825 gradi Celsius per ⁣circa 30 secondi, un processo⁤ noto ​come ‌ ricottura. Il secondo metodo, sviluppato dal team di Rajan alla Ohio State University, comporta la rimozione⁤ di parti ‌di nitruro di ⁣gallio e la ricrescita di⁣ nitruro di gallio altamente drogato, che migliora la conduzione di corrente.

       

      I test sui dispositivi sono stati condotti⁣ in due ⁤modi: test a​ breve termine presso la Rice University e test a lungo termine ⁢presso il MIT, dove i dispositivi‌ sono stati collocati in un forno ⁢specializzato per misurare come⁣ la ⁣resistenza cambia in funzione ⁣della temperatura e del tempo. Anche se⁤ è difficile misurare la resistenza⁤ a temperature ‍così elevate, i risultati indicano che la resistenza dei contatti sembra⁤ rimanere costante anche a 500⁤ gradi ‌ per circa 48 ore.

       

      In futuro, i ricercatori ‌prevedono di​ utilizzare⁢ le ​conoscenze acquisite in questi esperimenti per sviluppare transistor⁤ in nitruro di gallio ad alta temperatura. Questo lavoro rappresenta​ un passo avanti significativo nella comprensione e nell’applicazione del nitruro di ​gallio in microelettronica,⁤ con un impatto potenziale sia per l’esplorazione spaziale ⁣che ‌per le applicazioni industriali sulla Terra.

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