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Scoperta anti-invecchiamento: l’inibizione di una proteina aumenta la durata della vita del 25%

Maria Trevisan di Maria Trevisan
31 Lug 2024 - 21:02
in Magazine
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Uno studio condotto dai ricercatori del Medical Research Council e dell’Imperial College London ha rivelato che l’inibizione della proteina IL-11 nei topi può incrementare la loro aspettativa di vita fino al 25%. Tale trattamento ha mostrato una riduzione dei segni di invecchiamento e dei tassi di cancro, suggerendo possibili applicazioni nel trattamento dell’invecchiamento umano, con sperimentazioni cliniche già in corso.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Gli scienziati del Laboratorio di Scienze Mediche del Medical Research Council e dell’Imperial College London, in collaborazione con il Duke-NUS Medical School di Singapore, hanno scoperto che “disattivare” una proteina denominata IL-11 può aumentare la durata della vita sana dei topi di quasi il 25%. Hanno testato gli effetti dell’IL-11 creando topi ai quali era stato eliminato il gene che produce l’IL-11, prolungando la loro vita di oltre il 20% in media. Inoltre, hanno trattato topi di 75 settimane, equivalenti a circa 55 anni umani, con un’iniezione di un anticorpo anti-IL-11, un farmaco che blocca gli effetti dell’IL-11 nel corpo.

 

I risultati promettenti del trattamento con il farmaco anti-IL-11, pubblicati di recente su Nature, indicano che il trattamento dal momento della 75ª settimana fino alla morte ha esteso la durata media della vita dei topi maschi del 22,5% e delle femmine del 25%. I topi trattati hanno vissuto in media 155 settimane, mentre quelli non trattati 120 settimane.

 

Il trattamento ha ridotto significativamente i decessi per cancro negli animali, oltre a diminuire le molte malattie causate da fibrosi, infiammazione cronica e cattivo metabolismo, che sono indicatori dell’invecchiamento. Sono stati osservati pochissimi effetti collaterali.

 

Il Professor Stuart Cook, co-autore corrispondente dello studio, ha evidenziato che i topi trattati presentavano meno tumori e erano liberi dai segni usuali di invecchiamento e fragilità, ma hanno anche mostrato una riduzione dell’atrofia muscolare e un miglioramento della forza muscolare. In altre parole, i topi anziani che ricevevano anti-IL11 erano più sani.

 

Questi risultati, sebbene ottenuti solo in topi, sollevano la possibilità intrigante che i farmaci possano avere un effetto simile negli anziani umani. I trattamenti anti-IL-11 sono attualmente in fase di sperimentazione clinica umana per altre condizioni, offrendo opportunità entusiasmanti per studiare i suoi effetti sull’invecchiamento umano in futuro.

 

La ricerca su IL-11 è stata condotta per molti anni e nel 2018 i ricercatori furono i primi a dimostrare che l’IL-11 è una proteina pro-fibrotica e pro-infiammatoria, ribaltando anni di caratterizzazione errata come anti-fibrotica e anti-infiammatoria.

 

Il Professor Cook ha sottolineato che l’attività del gene IL-11 aumenta in tutti i tessuti del topo con l’età. Quando viene attivato, causa multimorbilità, che sono malattie dell’invecchiamento e perdita di funzione in tutto il corpo, che vanno dalla vista all’udito, dai muscoli ai capelli, e dalla funzione di pompaggio del cuore ai reni.

 

La multimorbilità e la fragilità sono riconosciute come alcune delle maggiori sfide sanitarie globali del XXI secolo. Attualmente, non esiste un trattamento per la multimorbilità, se non tentare di trattare le molteplici cause sottostanti separatamente.

 

Gli scienziati avvertono che i risultati di questo studio sono stati ottenuti in topi e la sicurezza e l’efficacia di questi trattamenti negli umani devono essere ulteriormente stabilite in sperimentazioni cliniche prima che le persone considerino l’uso dei farmaci anti-IL-11 a questo scopo. (METEOGIORNALE.IT)

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