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      Home » La stella di Przybylski: il miglior candidato per ospitare civiltà aliene avanzate
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      La stella di Przybylski: il miglior candidato per ospitare civiltà aliene avanzate

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 05/07/2024
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      4 Min Lettura
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      Negli ultimi anni, alcune stelle hanno mostrato comportamenti estremamente insoliti. Un esempio emblematico è KIC 8462852, meglio conosciuta come la stella di Boyajian o semplicemente la “stella della megastruttura aliena”. Tra il 2016 e il 2017, questa stella ha subito un’insolita diminuzione della luminosità, spingendo alcuni a ipotizzare la presenza di una “sfera di Dyson”, opera di una civiltà aliena avanzata.

       

      Tuttavia, si è scoperto che la causa era la polvere che oscurava la nostra visione della stella, una scoperta che ha deluso coloro che speravano nella conferma di vita aliena avanzata. Ma non è l’unica stella ad attirare l’attenzione degli astronomi. HD 101065, o “Stella di Przybylski”, supera in stranezza quasi tutte le altre stelle. Anche se non si tratta di alieni, potrebbe comunque nascondere fenomeni quasi altrettanto affascinanti.

       

      Scoperta nel 1961 dall’astronomo polacco-australiano Antoni Przybylski, questa stella si è rivelata subito atipica. Considerata leggermente più calda del nostro Sole, è classificata come stella “Ap”, ovvero una stella di tipo A con peculiarità chimiche.

       

      Le stelle di tipo A sono già di per sé insolite. A differenza di stelle come il nostro Sole, le stelle A calde di solito non possiedono un campo magnetico che rallenti le loro incredibili velocità di rotazione. Di conseguenza, mantengono una rotazione molto veloce, il che rende difficile analizzare i loro spettri.

       

      Le stelle Ap, tuttavia, sono diverse. Possiedono un campo magnetico forte e ruotano lentamente, permettendo un’analisi dettagliata della composizione chimica delle loro atmosfere. L’analisi della luce di queste stelle rivela la presenza di abbondanti quantità di silicon, cromo, stronzio, europio e altri elementi delle terre rare.

       

      La Stella di Przybylski, però, è ancora più bizzarra e sembra contenere elementi che non dovrebbe avere, almeno secondo i meccanismi conosciuti in natura. Ad esempio, sembra contenere promezio, un elemento particolarmente strano poiché nessun isotopo di promezio ha un’emivita superiore a 17,7 anni, il che suggerisce che debba essere prodotto continuamente. Ulteriori analisi hanno rivelato la presenza di actinio, protattinio, nettunio, plutonio, americio, curio, berkelio, californio ed einsteinio, elementi difficili da confermare poiché non si trovano in natura.

       

      Nonostante più di 60 anni di studi sulla stella e significativi progressi nelle tecniche astronomiche, il motivo di questa anomalia rimane un mistero. Tra le ipotesi proposte, una suggerisce che la stella possa avere un compagno stellare di neutroni che bombarderebbe la sua atmosfera superiore, generando gli elementi osservati. Tuttavia, non sembra che la stella abbia un tale compagno, lasciando aperte altre spiegazioni più esotiche.

       

      Una di queste, presentata in un articolo su arXiv del 2017, suggerisce che gli elementi insoliti potrebbero essere il risultato del decadimento di elementi pesanti non ancora scoperti, situati nell’ipotetica “isola di stabilità” prevista dai fisici, dove gli elementi potrebbero nuovamente essere stabili.

       

      Inoltre, è stata avanzata l’idea, sebbene improbabile, che forme di vita intelligente potrebbero inserire deliberatamente elementi insoliti e chiaramente artificiali nelle loro stelle per attirare l’attenzione. Questa teoria richiederebbe ulteriori studi per essere confermata, ma non c’è dubbio che continueremo a imparare qualcosa di molto interessante da questi fenomeni celesti.

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