
Una recente immagine rilasciata dalla NASA in occasione del secondo anniversario del Telescopio Spaziale James Webb ha catturato l’attenzione di astronomi e appassionati di stelle. La fotografia mostra due galassie, note come Arp 142, impegnate in una lenta danza cosmica, situata a circa 326 milioni di anni luce dalla Terra. Queste galassie hanno iniziato la loro interazione tra 25 e 75 milioni di anni fa, quando la galassia a forma di “pinguino” (NGC 2935) e quella più compatta a forma di “uovo” (NGC 2937) si sono attraversate per la prima volta, innescando un intricato balletto gravitazionale.
Le immagini di Arp 142 sono il risultato di una composizione di diverse esposizioni ottenute tramite gli strumenti NIRCam e MIRI del Telescopio Spaziale James Webb. Queste galassie continueranno a danzare e ruotare, completando diversi altri giri prima di fondersi in un’unica galassia nel corso di centinaia di milioni di anni.
Prima della loro collisione, la galassia “pinguino” aveva una forma più tradizionale a spirale, ma ora il suo centro brilla come l’occhio di un pinguino, con parte della galassia ora srotolata e dispiegata nella forma che Webb osserva oggi. La “danza” delle galassie ha esercitato una forza gravitazionale sulle aree più sottili di gas e polvere del “pinguino”, causando onde di collisione che hanno portato alla formazione di nuove stelle.
D’altra parte, la galassia a forma di “uovo” mantiene una forma vicina alla sua originale, essendo una galassia ellittica piena di stelle invecchiate, ma con molto meno gas e polvere da essere strappati e distorti. Anche la massa della galassia “uovo” è approssimativamente simile a quella della galassia “pinguino”, il che è un altro motivo per cui la forma dell’uovo non è stata consumata dalla galassia “pinguino”.
Le galassie Arp 142 sono state osservate sia dal Telescopio Hubble che dal Telescopio James Webb, offrendo una visione dettagliata e comparativa delle loro strutture e interazioni dinamiche. Queste osservazioni non solo ampliano la nostra comprensione dell’universo, ma continuano anche a stupire la comunità scientifica e il pubblico con la loro bellezza e complessità.