La ricerca ha utilizzato la tecnica di sequenziamento shotgun, che analizza tutto il materiale genetico presente in un campione, per esaminare i campioni di feci di pazienti affetti da PD provenienti da diverse regioni, tra cui Giappone, Stati Uniti, Germania, Cina e Taiwan. Questo metodo ha permesso di ottenere una comprensione più dettagliata della composizione microbica e genetica dell’intestino dei pazienti.
I risultati hanno mostrato che la diminuzione dei geni per la sintesi di riboflavina e biotina è collegata a livelli ridotti di acidi grassi a catena corta (SCFA) e poliammine, sostanze che contribuiscono alla salute della barriera intestinale. La compromissione di questa barriera può portare a un aumento della permeabilità intestinale, esponendo il sistema nervoso a tossine che possono aggregarsi in modo anomalo e attivare le cellule immunitarie nel cervello, causando infiammazione a lungo termine e accumulo di alfa-sinucleina.
L’integrità della barriera intestinale è quindi essenziale per prevenire l’entrata di sostanze nocive nel sangue, che potrebbero raggiungere il cervello e influenzare i processi di neurotrasmissione, critici per la salute mentale. La ricerca suggerisce che la supplementazione con riboflavina e biotina potrebbe non solo alleviare i sintomi della PD, ma anche rallentarne la progressione, offrendo una nuova prospettiva terapeutica.
Inoltre, i ricercatori propongono che, in futuro, la terapia possa essere personalizzata in base al profilo unico della microbiota di ogni paziente. Analizzando la microbiota intestinale o i metaboliti fecali, i medici potrebbero identificare specifiche carenze e somministrare integratori orali di riboflavina e biotina ai pazienti con livelli ridotti, creando un trattamento potenzialmente efficace.
Questo studio sottolinea l’importanza di comprendere le complesse interazioni tra microbiota intestinale, vie metaboliche e neurodegenerazione, aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche basate sulla modulazione della microbiota per ritardare l’insorgenza dei sintomi associati alla PD.