Scoperta che infonde speranza: identificata la chiave per fermare la ricomparsa del cancro

Scoperta che infonde speranza: identificata la chiave per fermare la ricomparsa del cancro

Recenti studi⁤ condotti dal MUSC Hollings Cancer Center ⁤ hanno evidenziato il ruolo cruciale delle cellule cancerose giganti poliploidi (PGCC) nella‍ ricomparsa del cancro dopo trattamenti come la chemioterapia ‌o la radioterapia. Queste cellule, caratterizzate da dimensioni notevolmente maggiori rispetto alle normali ‍cellule cancerose⁢ e dalla presenza di multipli ‍nuclei, hanno la capacità di adattarsi e⁣ sopravvivere allo stress indotto dai trattamenti, modificando ​l’espressione genica ‍per ⁤proteggersi e successivamente ​dividendo per causare la ricrescita del tumore .

Il team di ricerca, guidato ‍dalla dott.ssa Christina Voelkel-Johnson, ha pubblicato un ⁤articolo sulla ‌ Journal of Biological Chemistry , dove descrive come le cellule ⁤di cancro alla prostata manipolano specifici geni ⁤per trasformarsi in PGCC, proteggendosi così dagli effetti dello stress terapeutico. Queste scoperte sono emerse durante esperimenti di laboratorio in cui si osservava⁣ l’effetto‍ di un inibitore associato a‍ cure durature dopo la radioterapia. Inizialmente si pensava che la combinazione di radioterapia e inibitore fosse ⁣più efficace nell’uccidere le ‍cellule ‌cancerose, ma estendendo la durata degli esperimenti, ‍i ‌ricercatori hanno notato che ⁢le PGCC erano‍ in grado di generare cellule figlie .

Queste osservazioni hanno portato alla scoperta che l’inibitore non migliorava la distruzione delle cellule cancerose, ma impediva‍ la formazione di nuove cellule dalle PGCC. Inoltre, è stato osservato che le cellule figlie delle PGCC continuavano a dividersi, simulando la ricorrenza ​del tumore che alcuni pazienti sperimentano dopo la terapia.

Approfondendo ⁣lo studio delle differenze nella espressione genica tra le PGCC, le loro cellule figlie e le cellule cancerose ‍parentali, il team ha identificato vie di segnalazione cellulare ⁣che le cellule cancerose manipolano⁣ per‍ diventare PGCC in risposta​ allo⁤ stress terapeutico e​ successivamente per ​tornare a essere cellule capaci di produrre progenie. Un proteina di particolare interesse è stata la p21 , indotta dalla ‌proteina p53 in ⁤condizioni di ⁢stress nelle cellule normali, dove ⁤impedisce la duplicazione del DNA danneggiato⁣ permettendo⁣ la riparazione del DNA. ⁣Tuttavia, nelle ‍cellule cancerose prive di ⁢p53,⁣ l’aumento di p21 non arresta​ la⁤ duplicazione‌ del DNA danneggiato, facilitando ‌invece la⁢ formazione delle PGCC.

Bloccando l’aumento​ di p21, le cellule cancerose stressate non si trasformano in PGCC e l’interferenza con p21 in cellule già trasformate impedisce loro ⁢di⁣ generare cellule figlie ‌che potrebbero causare la ricaduta del tumore .

Questi risultati aprono la strada a ‌nuovi approcci terapeutici per migliorare l’esito dei trattamenti ​contro il cancro,​ suggerendo che farmaci come il tamoxifene e le statine , che interferiscono con le vie identificate, potrebbero ridurre ‍i tassi di ricorrenza bloccando la capacità⁢ delle PGCC di rigenerare cellule figlie. Inoltre, forniscono‌ nuove intuizioni sul momento ottimale per l’amministrazione di questi farmaci, ⁤indicando che il trattamento dovrebbe avvenire ‌contemporaneamente alla chemioterapia o alla radioterapia per ⁤prevenire la formazione di cellule figlie⁣ dalle PGCC.

La‍ dott.ssa Voelkel-Johnson e il suo team continuano a investigare metodi per prevenire la generazione​ di cellule figlie dalle PGCC e valutare come vari regimi di trattamento combinato, somministrati durante la terapia contro il cancro, influenzino i tassi‍ di ricorrenza in un ampio spettro di tumori.