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      Home » Scienziati di Cambridge sviluppano un terzo pollice che potrebbe ridefinire le capacità umane
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      Scienziati di Cambridge sviluppano un terzo pollice che potrebbe ridefinire le capacità umane

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 04/06/2024
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      4 Min Lettura
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      Ricercatori dell’Università di Cambridge hanno sviluppato un pollice protesico aggiuntivo controllabile, denominato “Third Thumb”, che le persone possono imparare rapidamente a utilizzare per afferrare e manipolare oggetti. Durante i test effettuati alla Royal Society Summer Science Exhibition, è emerso che il dispositivo è facilmente accessibile a un’ampia gamma demografica, con il 98% dei partecipanti che è riuscito a utilizzarlo entro un minuto. Lo studio sottolinea l’importanza del design inclusivo nelle tecnologie, garantendo l’accessibilità a tutti gli utenti, inclusi i membri delle comunità emarginate.

       

      Il “Third Thumb” è un protesi robotica che può essere indossata sul lato opposto del palmo rispetto al pollice biologico e viene controllata tramite un sensore di pressione posizionato sotto ciascun alluce o piede. La pressione esercitata dall’alluce destro muove il pollice attraverso la mano, mentre quella esercitata dall’alluce sinistro lo solleva verso le dita. L’ampiezza del movimento del pollice è proporzionale alla pressione applicata, e il rilascio della pressione lo riporta alla sua posizione originale.

       

      Durante l’esposizione estiva della Royal Society del 2022, il team ha testato il dispositivo su 596 partecipanti di età compresa tra i 3 e i 96 anni, provenienti da diversi contesti demografici. Solo quattro partecipanti non sono riusciti a utilizzare il Third Thumb, a causa di problemi di adattamento alla mano o di difficoltà nel controllo tramite i piedi.

      I partecipanti avevano a disposizione fino a un minuto per familiarizzare con il dispositivo, durante il quale il team spiegava come eseguire uno dei due compiti proposti. Il primo compito consisteva nel raccogliere delle mollette da una tavola e posizionarle in un cestino, utilizzando solo il Third Thumb. Il secondo compito richiedeva l’uso del Third Thumb insieme alla mano biologica per manipolare e spostare vari oggetti in schiuma di forme diverse, aumentando la destrezza richiesta.

       

      Quasi tutti i partecipanti sono stati in grado di utilizzare il dispositivo immediatamente. Non sono state riscontrate differenze significative nelle prestazioni tra i generi o in base alla manualità, nonostante il pollice fosse sempre indossato sulla mano destra. Anche le capacità tra adulti più anziani e più giovani erano simili, sebbene ulteriori indagini abbiano rivelato un calo delle prestazioni con l’avanzare dell’età tra gli adulti più anziani, forse a causa del generale degrado delle capacità sensorimotorie e cognitive associate all’invecchiamento.

       

      La professoressa Tamar Makin del Medical Research Council (MRC) Cognition and Brain Sciences Unit ha sottolineato che la tecnologia sta cambiando la nostra definizione di umanità, con le macchine che diventano sempre più parte integrante delle nostre vite quotidiane. Ha evidenziato l’importanza di considerare come queste tecnologie possano assistere equamente tutte le persone, specialmente le comunità emarginate spesso escluse dalla ricerca e sviluppo.

       

      Dani Clode, collaboratrice nel laboratorio della professoressa Makin, ha sviluppato il Third Thumb per aumentare l’ampiezza di movimento, migliorare la capacità di afferrare e espandere la capacità di trasporto della mano. Questo permette all’utente di eseguire compiti altrimenti difficili o impossibili da completare con una sola mano o di eseguire compiti complessi multi-mani senza dover coordinarsi con altre persone.

      Questo studio è stato finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca, Wellcome, il Medical Research Council e il Consiglio di Ricerca in Ingegneria e Scienze Fisiche.

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