
Il Portale all’Inferno è caratterizzato dalla rappresentazione delle fauci spalancate di una figura mitologica felina, simbolo del passaggio al regno spirituale. Datato al periodo Preclassico, tra l’800 e il 400 a.C., il monumento fu trafugato poco dopo la sua scoperta a metà del XX secolo. I ladri, per trasportarlo, ridussero le sue dimensioni e il peso, danneggiando gran parte della struttura ma preservando la facciata principale. Successivamente, l’opera fu contrabbandata negli Stati Uniti, dove iniziò il suo percorso attraverso la rete del commercio illegale di antichità.
Nel 1968, la scultura fu esposta in un museo di New York con il titolo di “Mostro della Terra”. Fu lì che l’archeologo David Grove la vide per la prima volta, riconoscendone immediatamente lo stile olmeco e associandola ad altri grandi incisioni presenti a Chalcatzingo. Elementi distintivi come gli occhi del grande felino, che assumono la forma della croce olmeca, e gli angoli della bocca decorati con fiori di bromelia, presenti anche su altri monumenti del sito, furono fondamentali per la sua identificazione.
Non fu fino all’inizio di questo secolo che Mario Córdova Tello, dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) del Messico, riprese il filo della ricerca. Dopo aver trovato una descrizione del portale scritta decenni prima da Grove, Córdova Tello iniziò a ricostruire il percorso dell’artefatto da museo a museo, raccogliendo infine prove sufficienti che dimostravano la rimozione illegale dell’oggetto da Chalcatzingo.
Il 19 maggio 2023, il Portale all’Inferno è stato ufficialmente rimpatriato in Messico. Da allora, gli esperti hanno lavorato meticolosamente al suo restauro, riparando i danni causati dai trafficanti che avevano cercato di ridurlo a una dimensione più gestibile. Utilizzando i materiali originali con cui il portale era stato creato, i ricercatori hanno ora colmato i difetti lasciati dai saccheggiatori, riportando il reperto alle sue dimensioni originarie di 1,8 per 1,5 metri.
Ora che è stato riportato a Chalcatzingo, il Portale all’Inferno ha completato il suo viaggio di andata e ritorno nell’abisso.