Parassitismo sessuale: la strategia del pesce pescatore per conquistare il mare profondo nonostante il riscaldamento globale

Parassitismo sessuale: la strategia del pesce pescatore per conquistare il mare profondo nonostante il riscaldamento globale

La ricerca pubblicata su Current Biology svela che il parassitismo sessuale nei pesci pescatori è emerso durante un importante evento di riscaldamento globale , che ha spinto questi organismi dal fondo oceanico alle profondità marine aperte. Questo adattamento ha promosso una rapida diversificazione delle specie nella zona buia degli oceani, influenzata da fattori sia genetici che anatomici.

Chase D. Brownstein dell’Università di Yale illustra come i pesci pescatori abbiano evoluto da antenati che si muovevano sul fondo oceanico grazie a pinne pelviche modificate. Questo cambiamento è avvenuto più recentemente rispetto a quanto si pensasse in seguito all’estinzione dei dinosauri. Dopo tale evento, i pesci pescatori si sono diversificati rapidamente nella zona bathypelagica , grazie alle nuove opportunità ecologiche offerte da questo habitat.

Il team di ricerca ha analizzato dati di sequenze di DNA su larga scala di oltre 100 specie, insieme a prove fossili, per comprendere meglio le relazioni e l’età delle specie di pesci pescatori. Le analisi indicano che la rapida transizione da un habitat bentonico a uno pelagico è avvenuta durante un periodo di riscaldamento globale tra 50 e 35 milioni di anni fa. Questo cambiamento ha coinciso con l’origine del parassitismo sessuale, ritenuto un fattore che aumenta la probabilità di riproduzione riuscita nella zona buia.

Il parassitismo sessuale è considerato un tratto ancestrale per tutti i pesci pescatori di profondità ed è emerso come una combinazione sinergica di lassità ancestrale nella base genetica del sistema immunitario adattativo e il dimorfismo sessuale. Questo permette alle femmine di non rifiutare i maschi come corpi estranei, facilitando la fusione. Brownstein sottolinea l’importanza di questa caratteristica peculiare per la comprensione dell’evoluzione dei pesci pescatori.

I risultati offrono nuove prospettive sull’evoluzione della vita nelle profondità marine e suggeriscono che il riscaldamento globale attuale potrebbe alterare il corso della vita marina profonda per milioni di anni a venire. I ricercatori prevedono di esaminare ulteriori gruppi di pesci di profondità per ricostruire le loro storie evolutive, evidenziando come molte forme di vita di profondità potrebbero avere storie evolutive diverse da quelle ipotizzate inizialmente. Brownstein conclude che l’idea che tutta la vita di profondità sia antica è chiaramente errata; i pesci pescatori sono entrati nelle acque aperte della zona bathypelagica solo negli ultimi 50-60 milioni di anni, un periodo molto più recente rispetto a quanto precedentemente dedotto da set di dati di DNA più piccoli e fossili meno informativi.