Graffiti a Pompei mostrano che i bambini romani erano inclini alla violenza
Recenti scoperte archeologiche a Pompei hanno portato alla luce graffiti raffiguranti gladiatori in combattimento, realizzati circa 2000 anni fa . Questi disegni, trovati tra le rovine della Casa del Secondo Cenacolo Colonnato nel Parco Archeologico di Pompei , sono stati attribuiti a bambini di età compresa tra i 5 e i 7 anni. L’ipotesi è supportata dal ritrovamento di un’impronta di una piccola mano delineata con il carbone sul muro.
Gli archeologi ritengono che questi graffiti offrano uno spaccato significativo sulla cultura e le abitudini dell’antica Roma, evidenziando la familiarità dei giovani con gli spettacoli di violenza che caratterizzavano l’epoca, come i giochi gladiatori e le esecuzioni di criminali e schiavi. Queste rappresentazioni non solo mostrano l’influenza di tali spettacoli sulla società, ma suggeriscono anche come l’esposizione precoce alla brutalità potesse plasmare le dinamiche sociali e comportamentali.
Il team di ricerca, che ha pubblicato i risultati nel Giornale delle Scavi di Pompei , specula su come la visione regolare di immagini violente potesse contribuire a un aumento dei livelli di aggressività nelle generazioni successive, un fenomeno che studi recenti hanno associato anche alla moderna esposizione a contenuti violenti nei media.
Oltre ai graffiti, le recenti scavi hanno portato alla scoperta dei resti di un uomo e una donna nella Casa dei Pittori al Lavoro , così denominata per la presenza di vasi di pittura e ciotole per mescolare i colori, suggerendo che gli occupanti potrebbero essere fuggiti in fretta a causa dell’eruzione.
Pompei fu distrutta nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio , che seppellì la città e le vicine Herculaneum, Oplontis e Stabiae sotto più di 6 metri di cenere e detriti vulcanici. Questa catastrofe, pur tragica, ha conservato questi insediamenti nel tempo, permettendo agli studiosi contemporanei di avere una visione incredibilmente dettagliata della vita quotidiana nell’antica Roma.
