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      Home » Frutti ordinari, benefici straordinari: una sostanza dei melograni migliora i sintomi dell’Alzheimer
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      Frutti ordinari, benefici straordinari: una sostanza dei melograni migliora i sintomi dell’Alzheimer

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 02/06/2024
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      2 Min Lettura
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      Un recente studio condotto dall’Università di Copenhagen ha rivelato che l’urolithin A, una sostanza presente in alimenti come melograni, fragole e noci, può migliorare la memoria e offrire un trattamento potenziale per i sintomi della malattia di Alzheimer. La ricerca, inizialmente effettuata su modelli murini, ha dimostrato che l’urolithin A è capace di eliminare efficacemente i mitocondri danneggiati dal cervello, e sono previste prove cliniche sull’uomo.

       

      I ricercatori hanno scoperto che questa sostanza, oltre a migliorare la funzione cerebrale, gioca un ruolo cruciale nella rimozione dei mitocondri danneggiati, un processo noto come mitofagia. Questo processo è spesso compromesso nelle malattie neurodegenerative, portando all’accumulo di mitocondri deboli che influenzano negativamente la funzione cerebrale.

       

      Il Professore Vilhelm Bohr, del Dipartimento di Medicina Cellulare e Molecolare presso l’Università di Copenhagen e precedentemente direttore del Dipartimento presso l’Istituto Nazionale sull’Invecchiamento degli Stati Uniti, ha sottolineato l’importanza di questi risultati per i pazienti affetti da demenza, una condizione notoriamente difficile da trattare.

       

      Inoltre, i risultati suggeriscono che l’urolithin A potrebbe avere un effetto preventivo contro la malattia di Alzheimer, sebbene la dosatura ottimale della sostanza non sia ancora stata definita. Attualmente, l’urolithin A è disponibile anche in forma di pillola, e i ricercatori stanno lavorando per stabilire la quantità necessaria per ottenere benefici significativi.

       

      Un altro aspetto positivo dell’utilizzo di una sostanza naturale come l’urolithin A è il ridotto rischio di effetti collaterali. Studi precedenti hanno mostrato che la supplementazione di NAD, una molecola simile nell’azione, non comporta gravi effetti collaterali, e si spera che lo stesso valga per l’urolithin A.

      Questo studio apre nuove prospettive per il trattamento e la prevenzione della malattia di Alzheimer, sottolineando l’importanza di ulteriori ricerche per confermare e ampliare questi risultati preliminari.

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