
Il virus HIV presenta una notevole diversità genetica, che rappresenta una sfida cruciale nello sviluppo di un vaccino efficace. Tuttavia, gli anticorpi neutralizzanti di ampio spettro, noti come bNAbs, hanno dimostrato di poter superare questo ostacolo legandosi a componenti del virus che rimangono invariati nonostante le mutazioni. In particolare, la classe di bNAbs denominata 10E8 si lega a una regione conservata della glicoproteina gp41, essenziale per l’ingresso del virus nelle cellule immunitarie umane.
Per stimolare la produzione di 10E8, i ricercatori hanno sviluppato immunogeni ancorati a nanoparticelle che imitano specifiche strutture di gp41. Questi immunogeni sono stati testati su macachi rhesus e topi, inducendo una risposta immunitaria mirata e la produzione di anticorpi che mostrano potenziale di maturazione in bNAbs capaci di aggredire le regioni nascoste di gp41. Studi paralleli con nanoparticelle codificate da mRNA hanno evidenziato risposte simili nei topi.
Ulteriori analisi di campioni di sangue umano hanno rivelato che i precursori degli anticorpi della classe 10E8 si trovano naturalmente anche in individui non infetti da HIV, e che gli immunogeni sviluppati sono in grado di legarsi e isolare le cellule B naive con caratteristiche simili a 10E8. Questi dati suggeriscono che le strategie di immunizzazione testate sugli animali potrebbero essere trasferibili all’uomo.
Questi avanzamenti nella progettazione di immunogeni rappresentano passi importanti verso lo sviluppo di un vaccino preventivo contro l’HIV. Inoltre, supportano la ricerca volta a sviluppare una strategia di targeting delle cellule B germinative per priming il sistema immunitario a produrre un altro bNAb, il VRC01, scoperto dai ricercatori del NIAID quasi 15 anni fa. L’obiettivo finale è quello di creare un vaccino in grado di generare molteplici classi di bNAbs per prevenire l’HIV.