La Patagonia, rinomata per il suo clima rigido, ha visto temperature ben al di sotto dello zero per giorni consecutivi, influenzando profondamente la vita quotidiana. Le scuole in diverse comunità sono state chiuse e la distribuzione dell’acqua è stata interrotta a causa del congelamento delle tubature. Le lezioni sono state sospese in alcune aree fino al 25 giugno, principalmente a causa della mancanza di acqua potabile e delle difficoltà causate dal freddo intenso e dall’accumulo di neve e ghiaccio.
La situazione è stata particolarmente critica a Porvenir, in Terra del Fuoco, dove per nove giorni consecutivi si sono registrate temperature tra le più basse mai rilevate dalla stazione locale. Anche Puerto Natales ha subito sei giorni di freddo intenso, con temperature che non hanno mai superato lo 0 °C. Questa ondata di freddo non solo ha messo a dura prova la resistenza degli abitanti, ma ha anche evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture locali a condizioni meteorologiche così estreme.
Le temperature registrate il 24 giugno sono tra le più basse mai osservate in Cile, con Balmaceda che ha segnato un record di -21,9 °C. Altre località nella regione di Magallanes, come Coyhaique e Punta Arenas, hanno registrato rispettivamente -12,7 °C e -11,0 °C. Questi dati sottolineano l’eccezionalità dell’evento climatico, mettendo in luce la crescente frequenza e intensità delle ondate di freddo in regioni tradizionalmente fredde ma ora soggette a variazioni ancora più estreme.