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      Home » Sono ritornate! Un’altra nave affondata da un attacco di orche nel Mediterraneo
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      Sono ritornate! Un’altra nave affondata da un attacco di orche nel Mediterraneo

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 17/05/2024
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      3 Min Lettura
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      Nel​ cuore ‍del Mediterraneo, un ⁢fenomeno inquietante sta attirando l’attenzione di scienziati e naviganti: attacchi di‍ orche ‌ a imbarcazioni. Questi giganti ⁣del mare, noti per la loro intelligenza e complessità sociale, hanno ripreso a manifestare‍ un comportamento aggressivo nei ⁤confronti delle⁤ barche, particolarmente evidente nello Stretto di Gibilterra.

       

      Recentemente, due marinai ‍sono stati salvati ​dopo che il loro veliero, l’Alborán Cognac, è stato colpito da un gruppo di orche. L’incidente è avvenuto la​ mattina ‌di domenica 12 maggio,⁣ a circa 25,9‌ chilometri da Capo Spartel, in acque marocchine. I membri dell’equipaggio hanno ‌riferito che il loro veliero​ di 15‌ metri è stato scosso da numerosi colpi⁣ allo scafo, che hanno danneggiato il ⁤timone​ e causato infiltrazioni‍ d’acqua. Il servizio di ​soccorso marittimo ‌spagnolo è stato allertato e un elicottero ⁤è stato mobilitato per il recupero, con l’assistenza di un vicino petroliera, il MT Lascaux, ⁣che ha provveduto al salvataggio prima che la barca affondasse lentamente.

       

      Questi episodi ⁢non​ sono‌ isolati. ​Dal maggio del 2020, centinaia di ​attacchi ⁤simili sono stati registrati⁤ nel Mediterraneo, in ⁢particolare attorno alla Penisola Iberica. Il Gruppo di Lavoro sull’Orca Atlantica ha documentato almeno 52 interazioni problematiche tra luglio e novembre del 2020.‍ Nel 2021, sono state registrate ⁤197 interazioni, e nel 2022, il numero è salito a 207.

       

      Le orche⁢ sono cetacei dotati di denti e noti per essere i predatori al vertice dell’ecosistema marino. Nonostante la ​loro fama, ⁤generalmente mostrano un comportamento pacifico nei⁤ confronti degli umani ⁢in natura. Questi ⁢mammiferi marini hanno una distribuzione cosmopolita, trovandosi ‌in acque di tutto‌ il⁢ mondo, ma una piccola popolazione risiede stabilmente nello Stretto di Gibilterra.

       

      Gli scienziati sono ancora incerti sulle cause di questo nuovo comportamento aggressivo, ⁣sebbene si ipotizzi ⁤che ⁣possa essere trasmesso attraverso l’apprendimento sociale, dimostrazione dell’intelligenza ⁢di questi ‍animali.‍ Alcuni esperti ritengono che tali comportamenti possano essere giocosi, mentre altri li interpretano come strategie aggressive per ottenere ⁢cibo, forse associando⁢ le imbarcazioni alla pesca e al⁣ prelievo di tonni, risorsa alimentare preziosa per‌ le orche.

       

      Sebbene il numero di attacchi sembri essere diminuito nel 2024, la comunità⁤ scientifica è determinata a comprendere meglio questi comportamenti curiosi e potenzialmente preoccupanti. Uno studio del 2022 ⁣sugli attacchi delle orche sottolinea che, se questa tendenza dovesse continuare o intensificarsi, potrebbe trasformarsi ⁢in⁢ una seria preoccupazione‍ per‍ la sicurezza dei ‍marinai e per la conservazione ⁤di ⁤questa sottopopolazione di orche in pericolo.

       

      La necessità⁣ di ricerche dedicate per comprendere meglio il comportamento di questi animali e implementare misure di mitigazione è‌ urgente. Gli ⁣attacchi delle orche non solo rappresentano un rischio per la sicurezza umana​ ma sollevano anche questioni importanti ⁢sulla ⁣convivenza tra uomo‍ e fauna marina nel ‌delicato⁢ ecosistema marino.

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