Scienziati scoprono differenze cruciali nello sviluppo cerebrale tra ragazzi e ragazze autistici
Nel campo della ricerca sull’autismo, uno studio condotto dall’Università della California, Davis (UC Davis), ha rivelato differenze significative nello sviluppo cerebrale tra ragazzi e ragazze autistici, con particolare riferimento allo spessore della corteccia cerebrale. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista Molecular Psychiatry , mette in luce come le variazioni legate al sesso possano influenzare la comprensione e la diagnosi dell’autismo, soprattutto nelle femmine.
Il team di ricerca, guidato da Christine Wu Nordahl del Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali e dall’Istituto MIND di UC Davis, ha analizzato le scansioni cerebrali di 290 bambini autistici, di cui 202 maschi e 88 femmine, e 139 individui non autistici, di cui 79 maschi e 60 femmine. I partecipanti erano tutti coinvolti nel Progetto Fenotipo dell’Autismo (APP) dell’Istituto MIND, uno dei più grandi studi longitudinali sull’autismo al mondo.
I ricercatori hanno scoperto che all’età di 3 anni, le ragazze autiste presentavano una corteccia più spessa rispetto alle coetanee non autistiche, con una differenza che copriva circa il 9% della superficie corticale totale. Questo contrasta con le differenze meno estese osservate nei maschi autistici rispetto ai non autistici della stessa età. Inoltre, le femmine autiste mostravano un tasso di assottigliamento corticale più rapido durante l’infanzia, un fenomeno che non era stato precedentemente esaminato in modo così dettagliato.
Il cervello umano, e in particolare la sua corteccia esterna, è composto da diversi strati di milioni di neuroni che lavorano in sincronia per permetterci di pensare, imparare, risolvere problemi, costruire memorie ed esperire emozioni. Fino all’età di circa 2 anni, la corteccia si ispessisce rapidamente con la creazione di nuovi neuroni. Successivamente, inizia un processo di assottigliamento che, come dimostra questo studio, procede in modo diverso nei bambini autistici rispetto a quelli non autistici.
Derek Andrews, autore principale dello studio e assistente ricercatore nel Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali e presso l’Istituto MIND, ha sottolineato l’importanza di comprendere come le differenze di sesso nello sviluppo cerebrale possano interagire con lo sviluppo autistico e portare a esiti evolutivi diversi in ragazzi e ragazze. Queste scoperte suggeriscono che le differenze biologiche esistono e possono influenzare sia la diagnosi che l’approccio terapeutico.
Il progetto GAIN (Girls with Autism Imaging of Neurodevelopment), lanciato nel 2014 come parte dell’APP, mira ad aumentare il numero di femmine rappresentate nella ricerca sull’autismo. Questo è cruciale, poiché le femmine autiste rappresentano circa il 20% della popolazione autistica, ma sono state storicamente sotto-rappresentate negli studi. Nordahl ha evidenziato come la necessità di includere entrambi i sessi negli studi longitudinali sia essenziale per ottenere una visione completa delle dinamiche dello sviluppo autistico.
Questo studio non solo mette in luce le differenze specifiche di genere nello sviluppo della corteccia nei bambini autistici, ma sottolinea anche l’importanza di riconoscere e diagnosticare correttamente l’autismo nelle femmine, che spesso rimane sotto-diagnosticato. Le implicazioni di queste scoperte sono vasti e richiedono ulteriori ricerche per esplorare in profondità le dinamiche di sviluppo cerebrale e le loro conseguenze sulle strategie di intervento e supporto per l’autismo.
