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      Home » La soluzione con ioni di sodio: come abbattere costi e complessità nelle batterie
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      La soluzione con ioni di sodio: come abbattere costi e complessità nelle batterie

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 27/05/2024
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      3 Min Lettura
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      Nel contesto attuale,‍ caratterizzato da una⁢ crescente necessità di soluzioni ​energetiche sostenibili,​ la ricerca sulle batterie a ioni di sodio si presenta come una frontiera promettente per ridurre la dipendenza da elementi⁣ rari ‍e diminuire i​ costi, migliorando al contempo le prestazioni delle batterie per un’ampia gamma di applicazioni. Queste batterie, ​che ⁢funzionano su principi simili a quelli​ delle batterie agli ioni di ⁢litio, sono realizzate‌ con materiali ⁤grezzi facilmente reperibili in Europa, rendendole una valida alternativa meno costosa e più accessibile.

       

      Uno dei materiali più promettenti per il catodo di queste batterie è costituito dagli ⁤ ossidi stratificati, come​ gli ossidi ‌di sodio-nichel-manganese. Il Dr. Simon Daubner, leader del gruppo presso l’Istituto per i Materiali Applicati – Modellazione‍ e Simulazione della Microstruttura (IAM-MMS) del KIT e autore corrispondente dello studio, sottolinea l’importanza di questi materiali all’interno del Cluster​ di Eccellenza POLiS (Post Lithium Storage), dove si indaga la tecnologia a ‍ioni di sodio.

       

      Tuttavia, l’impiego di questi materiali⁣ presenta delle sfide, in particolare quando si tratta di⁢ ricarica rapida.‍ Durante processi di ​carica veloce,​ gli ossidi di sodio-nichel-manganese subiscono uno stress meccanico dovuto al cambiamento rapido della loro ‌struttura cristallina, che può portare a danni permanenti al materiale. Se la carica avviene lentamente, il‌ sodio viene rilasciato in modo ordinato, ma ‍una⁤ carica rapida estrae il sodio in maniera disordinata‍ da tutte le direzioni, causando stress meccanico che può compromettere l’integrità strutturale del materiale.

       

      Per comprendere ‌meglio questi fenomeni, ‌i ricercatori dell’Istituto di Nanotecnologia (INT) e dell’IAM-MMS del KIT, in collaborazione con scienziati dell’Università di⁤ Ulm e del Centro per la Ricerca dell’Energia Solare e dell’Idrogeno del Baden-Württemberg (ZSW), hanno recentemente effettuato delle simulazioni. I risultati, pubblicati sulla rivista npj Computational Materials, mostrano⁢ come la deformazione⁢ elastica influenzi‌ significativamente le caratteristiche⁢ di ⁣carica degli ossidi stratificati utilizzati come ​catodi nelle batterie​ a ioni di sodio.

       

      Le simulazioni hanno rivelato che un cambiamento nella struttura ⁤cristallina del materiale porta a ​una deformazione ⁢elastica, che‍ può causare la riduzione della capacità e la formazione di crepe. Questi‌ studi sono ⁤stati confermati da esperimenti di carica e scarica ‍lenta, che hanno evidenziato‍ vari meccanismi di⁣ degradazione ‌che attualmente​ limitano l’impiego commerciale ‌di questi materiali.

       

      Nonostante le sfide, i risultati dello studio ⁤offrono ​una comprensione ‌fondamentale dei processi coinvolti ‍e aprono la strada ⁤allo sviluppo di‌ materiali per batterie che siano ‍ durevoli e possano​ essere ricaricati ⁢il⁣ più rapidamente possibile. ​Questa ricerca ⁣potrebbe, nel giro di cinque a dieci anni, portare a un impiego diffuso delle batterie a ioni di sodio,​ offrendo così una soluzione energetica più ⁢sostenibile e accessibile a livello globale.

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