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      Home ยป Astrofisici svelano nuove scoperte sui getti dei buchi neri
      Magazine

      Astrofisici svelano nuove scoperte sui getti dei buchi neri

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 13/05/2024
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      6 Min Lettura
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      Analisi dei modelli di formazione dei getti nei โ€Œbuchi neri

      Iโข buchi neri sono โ€entitร  cosmiche affascinanti, caratterizzate da una โ€‹forza gravitazionale cosรฌ intensa che nemmeno la โ€‹luce puรฒ sfuggire una volta superato il loro orizzonte degli eventi. Tuttavia, รจ stato scoperto piรนโ€ di un secolo fa che โ€proprio al di fuori dellโ€™orizzonteโฃ degli eventi, โ€i buchi neri possono produrre โขpotenti flussi diโข materia โฃedโ€‹ energia, noti come getti, che possono viaggiare โ€Œa โ€velocitร  โ€‹prossime โคa quella della luce. Le osservazioni telescopicheโข hanno mostratoโ€Œ questi getti estendersi direttamente verso lโ€™esterno in flussi โฃconcentrati, similiโข a raggi laser, con alcuni getti che raggiungono lunghezze superiori a intereโฃ galassie.

      Contents
      • Analisi dei modelli di formazione dei getti nei โ€Œbuchi neri
        • Valutazione dei modelli di formazione dei getti
        • Metodologia e risultati

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      Da quando sono stati scoperti โ€i getti, molti studiosi, tra cui il premio Nobel Sirโ€‹ Roger Penrose, hanno studiato la formazione di โ€‹questi fenomeni โ€‹enigmatici. Attualmente,โฃ due modelli principali tentano di spiegare la formazione dei โ€Œgetti: il โ€œmodello BZ-jetโ€, dal nome dei ricercatori Blandford e Znajek e ora il modello piรนโค influente, sostiene che un getto si forma estraendo energia di rotazione โ€‹da unโ€ buco nero โขtramite linee di campo magnetico collegate allโ€™orizzonte degli โ€eventi delโฃ buco nero. Al contrario, il secondo modello sostiene che un getto si forma estraendo energia rotazionale dal disco di accrescimento di un buco nero, unaโ€‹ raccolta di โคgas ionizzato che ruota attorno al buco โฃneroโ€ a causaโค della sua forte forza gravitazionale. Questโ€™ultimo puรฒ essereโ€Œ descritto come il โ€œmodello disco-jetโ€.

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      Valutazione dei modelli di formazione dei getti

      Sebbene il modello BZ-jet fosse giร  โ€stato utilizzato da altri ricercatori per simulare flussi collimati generalmente relativistici, ovvero getti, nonโ€Œ era chiaro seโ€ il modello BZ-jet potesse spiegare la morfologia osservata di un getto reale, inclusa la sua struttura โ€‹allungata, larghezza e luminositร  โคai bordi, cioรจ la sua maggiore โคluminositร  vicino al bordo del getto.

      Per indagare la validitร  di questi due modelli, un โ€Œteamโ€‹ internazionale guidato dal Dr. โขYuan Feng dellโ€™Osservatorio Astronomico di Shanghai dellโ€™Accademia Cinese delle Scienze ha calcolato i โขgetti previsti da questi due modelli per โ€il buco nero supermassiccio al centro di Messier โข87 (M87), una gigantesca galassia nella โขcostellazione dellaโค Vergine. Il team ha โ€Œpoi โฃconfrontato i suoi calcoli con le osservazioni โ€‹reali del getto di M87, che erano state registrate nella prima immagineโ€ di un buco nero mai catturata dal Telescopio Event โ€Horizon (EHT). La ricerca del team ha mostrato che il modello BZ-jet prevedeva accuratamente la morfologia delโค getto โ€Œdi โ€M87 osservato, mentre il modello disco-jet faticava a spiegare le osservazioni. Lo studio รจ statoโข pubblicato su Science Advances.

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      Metodologia e risultati

      Per quanto riguarda โขi metodi, il team ha prima impiegato simulazioni โขtridimensionali generalmenteโ€‹ relativisticheโข magnetoidrodinamiche (GRMHD) per riprodurre la struttura del getto di M87. Per calcolare la radiazione โขdai getti simulati e confrontare la radiazione con le osservazioni, lo โฃspettro energetico โ€e la distribuzione spaziale degli elettroniโข radianti erano cruciali. Il team โขha โ€Œipotizzato che lโ€™accelerazioneโ€Œ degli elettroni avvenisse attraverso la โ€œriconnessione magneticaโ€, ovvero un processo in cui lโ€™energia magnetica viene convertita in energiaโฃ cinetica, energia termica eโฃ accelerazione delle particelle. Basandosi su โคquesta ipotesi, โ€Œil team ha combinato i risultati degli studi di accelerazione delle particelle utilizzando la teoria cineticaโฃ per risolvere โฃunโ€™equazione diโ€ distribuzione dellโ€™energia โ€Œdegli elettroni inโข stato stazionario.โค Ha poi ottenuto gli spettri energetici eโข le โฃdensitร  numeriche degli elettroni in diverse regioni dei getti simulati.

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      Combinando queste informazioni con simulazioni diโ€Œ accrescimento, inclusa la forza del โ€campo magnetico,โฃ laโฃ temperatura del plasma di gas e la velocitร , il โขteam ha ottenuto risultati che potevano โฃessere confrontati con osservazioni reali. Iโ€Œ risultati hanno โ€‹mostrato che la morfologia del getto prevista dalโข modello BZ-jet corrispondeva molto bene alla morfologia osservata del getto di โ€M87, inclusa la larghezza del getto, la lunghezza,โฃ le caratteristiche di luminositร  ai bordi e la โคvelocitร . Al contrario, leโค previsioni del modello disco-jet erano incoerenti con le โขosservazioni.

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      Inoltre, il team ha analizzatoโ€Œ il processo di ricongiunzione magnetica e ha scoperto che era dovuto a eruzioni magnetiche generate dai campi magnetici nel disco di accrescimento del buco nero M87. Queste eruzioni causavano forti disturbi โ€‹al campo magnetico, che potevano propagarsi su lunghe distanze, portando alla ricongiunzione magnetica nei getti.

      Questoโ€Œ lavoro colma il divario tra i โ€modelli dinamici di formazione dei getti e varie proprietร  osservate dei getti, fornendoโ€Œ la prima evidenza che il modello BZ-jet affronta le questioni energetiche dei getti e spiega anche altre osservazioni.

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