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      Svelati i segreti delle tempeste solari: dagli anelli degli alberi le prove dell’evento Carrington del 1859

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 10/04/2024
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      7 Min Lettura
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      Analisi dell’evento Carrington attraverso ⁢la concentrazione di radiocarbonio negli anelli degli alberi

      Un gruppo di ⁤ricerca coordinato dall’Università ⁤di Helsinki ha misurato un picco nella concentrazione di radiocarbonio negli alberi della Lapponia, verificatosi in seguito alla tempesta solare Carrington. Questa scoperta contribuisce alla preparazione contro ⁢le pericolose ⁣tempeste solari.

      Contents
      • Analisi dell’evento Carrington attraverso ⁢la concentrazione di radiocarbonio negli anelli degli alberi
        • Scoperta attraverso un marcatore cosmico
        • Mappatura delle tempeste solari
        • Informazioni ‌sempre ⁣più accurate sul ciclo del carbonio
        • Altre fonti di radiocarbonio

      L’evento Carrington del 1859 rappresenta una delle ⁣più grandi tempeste solari registrate negli ⁣ultimi due secoli.⁣ Fu osservato come ⁣bagliori di luce bianca⁣ su un grande gruppo di macchie solari,⁤ incendi nelle stazioni telegrafiche e disturbi nelle misurazioni geomagnetiche, ​nonché‌ aurore ‌persino in regioni tropicali.

      In uno studio congiunto‌ realizzato dall’Università di Helsinki, dall’Istituto Finlandese delle Risorse Naturali e ​dall’Università di Oulu, è stato ‌rilevato per la prima volta un segno di aumento delle ‍concentrazioni di radiocarbonio a seguito​ della tempesta Carrington negli anelli degli alberi. In precedenza,‌ tracce⁣ di radiocarbonio erano state rilevate solo da tempeste solari molto più intense.

       

      Scoperta attraverso un marcatore cosmico

      Le interazioni tra forti nubi magnetizzate di particelle‍ cariche rilasciate dal‌ Sole, note ⁢come ⁣flussi di plasma ​solare, e il campo geomagnetico terrestre risultano in ​tempeste geomagnetiche. Il campo geomagnetico dirige​ le particelle della‍ tempesta solare ⁢nell’atmosfera principalmente attraverso le regioni polari. La conseguenza più visibile del fenomeno​ sono⁢ le aurore.

      Nell’alta atmosfera, particelle con ⁤energia ​sufficientemente ⁣alta possono, attraverso reazioni nucleari, produrre anche radiocarbonio (14C), un ​isotopo radioattivo⁣ del ‌carbonio. ‌Nel corso di mesi‌ e anni, il radiocarbonio finisce nella bassa atmosfera come parte ​dell’anidride⁢ carbonica atmosferica e, infine, nelle⁤ piante attraverso la fotosintesi. Il processo di⁣ fotosintesi conserva le informazioni contenute nell’anidride carbonica negli anelli ​annuali degli alberi.

      Per ottenere le informazioni detenute dal radiocarbonio, si ‍estraggono campioni incidendo‌ il materiale legnoso ‌cresciuto durante singoli ⁤anni. I campioni vengono⁢ trasformati in cellulosa e la cellulosa in carbonio puro mediante ‍combustione e riduzione chimica. La frazione di radiocarbonio ‌nel carbonio ‍puro viene misurata utilizzando​ un ⁤acceleratore di particelle.

      “Il radiocarbonio è‌ come⁤ un marcatore cosmico che descrive fenomeni associati alla Terra, al sistema ⁣solare‍ e ⁣allo spazio esterno”, afferma Markku Oinonen, direttore del⁣ Laboratorio di Cronologia dell’Università di Helsinki, che ha guidato lo studio.

       

      Mappatura delle tempeste solari

      Una tempesta solare ‍corrispondente all’evento Carrington nei tempi moderni interromperebbe le ⁢reti elettriche e‍ mobili e​ causerebbe gravi⁤ problemi ai sistemi satellitari‌ e di navigazione, ⁢portando⁢ a problemi, ad​ esempio, ⁣nel traffico⁢ aereo. Per⁤ questo motivo, una conoscenza accurata del comportamento solare è vantaggiosa per ‍la società.

      Le tempeste solari più piccole⁣ e più comuni delle tempeste di Carrington possono essere studiate con dispositivi ⁣di misurazione e satelliti ‍oggi, mentre quelle ‍più grandi⁣ possono essere​ indagate, ad esempio, misurando la concentrazione ⁣di radiocarbonio negli anelli degli alberi.

      Fino ad ora, non ​è stato possibile studiare‌ specificamente⁣ tempeste di ‌medie dimensioni⁤ come l’evento Carrington, che non si ​sono verificate nei tempi ⁢moderni, utilizzando le‍ tecniche convenzionali di radiocarbonio. ⁣Questo recente studio apre una potenziale nuova‌ via per indagare la frequenza delle tempeste della dimensione di Carrington, che potrebbe aiutare a prepararsi ⁢meglio alle future minacce.

       

      Informazioni ‌sempre ⁣più accurate sul ciclo del carbonio

      I risultati sono stati‍ interpretati utilizzando ⁤un modello‌ numerico⁣ di produzione e trasporto⁢ di ⁤radiocarbonio sviluppato dai ricercatori dell’Università di Oulu.

      “Il modello di trasporto dinamico del carbonio atmosferico è stato specificamente‌ sviluppato per descrivere le differenze geografiche nella⁢ distribuzione del radiocarbonio nell’atmosfera”,‌ afferma la ricercatrice post-dottorato Kseniia Golubenko dell’Università di Oulu.

      Significativo‍ nello studio recentemente pubblicato è stato il modo​ in cui il contenuto di radiocarbonio ⁢degli ‍alberi della Lapponia differiva ⁣da‌ quello degli alberi a latitudini inferiori. Le ​prime misurazioni sono state effettuate ⁤presso il Laboratorio Acceleratore dell’Università di Helsinki, mentre le misurazioni ripetute condotte in altri due laboratori hanno ridotto significativamente le incertezze precedenti.

      La scoperta può aiutare a comprendere meglio‍ la dinamica atmosferica e ‍il ciclo ​del carbonio dal tempo prima delle emissioni di combustibili fossili generate dall’uomo, consentendo ‌lo sviluppo di modelli del‌ ciclo del carbonio sempre più dettagliati.

      “È possibile che l’eccesso di radiocarbonio causato dalla⁤ tempesta ‌solare sia ‍stato ‍trasportato principalmente⁤ nella bassa atmosfera attraverso le‍ regioni settentrionali, contrariamente alla comprensione generale del suo⁤ movimento”,⁣ riflette il ricercatore ⁢dottorando Joonas⁢ Uusitalo del ​Laboratorio di Cronologia.

       

      Altre fonti di radiocarbonio

      “È anche possibile che ⁢il cambiamento ciclico nella produzione di radiocarbonio nell’alta atmosfera ⁣causato dalla variazione dell’attività solare abbia portato alle differenze locali a livello del suolo ⁣osservate nei⁤ nostri risultati”, aggiunge Uusitalo.

      Secondo Uusitalo, la frazione dominante ‌di⁢ radiocarbonio ⁤è prodotta dai​ raggi cosmici galattici ‍provenienti ​dall’esterno‍ del sistema solare,⁣ anche se ⁤tempeste ​solari eccezionalmente forti generano singoli impulsi dell’isotopo nell’atmosfera. I raggi cosmici, a loro volta, sono ​indeboliti dal vento ⁢solare, un flusso continuo di‌ particelle originarie⁢ del Sole​ che fluttua tra‌ più forte⁣ e⁤ più debole in cicli‍ di 11 anni.

      L’argomento richiede ulteriori​ ricerche. I registri storici mostrano che significative tempeste geomagnetiche si‌ sono verificate⁣ anche ​nel 1730 e ‌nel ​1770,⁣ motivo ⁤per cui la loro tracciabilità sarà probabilmente al centro dell’attenzione successiva.

      Lo studio recentemente⁤ pubblicato ⁤è stato realizzato⁢ come progetto ⁢collaborativo ​del Laboratorio ⁤di Cronologia e del Dipartimento di ‌Fisica dell’Università di Helsinki e dell’Istituto Finlandese delle Risorse⁢ Naturali. ​Ricercatori dell’Università di Oulu, dell’Università ⁢di Nagoya, dell’Università di Yamagata e dell’ETH Zurigo hanno contribuito allo studio. Lo studio ha ricevuto finanziamenti dal ⁢Consiglio​ di ⁣Ricerca della Finlandia, dalla Fondazione Culturale Finlandese e⁢ dalla Fondazione Emil ⁢Aaltonen.

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