Analisi delle disfunzioni cerebrali nella psicosi
Una ricerca condotta dalla Stanford Medicine ha identificato disfunzioni cerebrali critiche nella psicosi, individuando l’insula anteriore e lo striato ventrale come aree chiave. Questi risultati potrebbero guidare interventi precoci per prevenire o mitigare la schizofrenia, offrendo nuove speranze per le strategie di trattamento. Credit: SciTechDaily.com
Il cervello e la difficoltà di filtrare le informazioni
Quando il cervello incontra difficoltà nel filtrare le informazioni in arrivo e nel prevedere ciò che è probabile che accada, può portare a psicosi, come dimostra la ricerca guidata dalla Stanford Medicine. All’interno del cervello di persone con psicosi, due sistemi chiave sono malfunzionanti: un “filtro” che dirige l’attenzione verso eventi esterni importanti e pensieri interni, e un “predittore” composto da percorsi che anticipano le ricompense. Il malfunzionamento di questi sistemi rende difficile distinguere ciò che è reale, manifestandosi come allucinazioni e deliri.
La sfida dello studio della psicosi
La comprensione dello sviluppo e della progressione della schizofrenia, che è un problema complesso, è stata migliorata da questo lavoro, come afferma l’autore principale Kaustubh Supekar, PhD, professore associato di psichiatria e scienze comportamentali. I risultati, osservati in individui con una rara malattia genetica chiamata sindrome da delezione 22q11.2 che sperimentano psicosi, così come in quelli con psicosi di origine sconosciuta, avanzano la comprensione degli scienziati sui meccanismi cerebrali sottostanti e sui quadri teorici relativi alla psicosi.
Funzione cerebrale e psicosi
Normalmente, il sistema di filtraggio cognitivo del cervello, noto come rete di rilevanza, opera dietro le quinte per dirigere selettivamente la nostra attenzione verso pensieri interni importanti ed eventi esterni. Con il suo aiuto, possiamo ignorare pensieri irrazionali ed eventi non importanti e concentrarci su ciò che è reale e significativo per noi, come prestare attenzione al traffico per evitare una collisione.
Lo striato ventrale, una piccola regione cerebrale, e i percorsi cerebrali associati guidati dalla dopamina, svolgono un ruolo importante nel prevedere ciò che sarà gratificante o importante. Per lo studio, i ricercatori hanno raccolto il maggior numero possibile di dati di risonanza magnetica funzionale (fMRI) da giovani con sindrome da delezione 22q11.2, per un totale di 101 individui scannerizzati in tre diverse università.
La condizione genetica, caratterizzata dalla delezione di parte del cromosoma 22, colpisce 1 su ogni 2.000-4.000 persone. Oltre al 30% di rischio di schizofrenia o psicosi, le persone con la sindrome possono anche avere autismo o disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), motivo per cui queste condizioni sono state incluse nei gruppi di confronto.
Implicazioni per il trattamento e la prevenzione
Oltre a supportare la teoria degli scienziati su come si verifica la psicosi, i risultati hanno implicazioni per la comprensione della condizione e, possibilmente, per la sua prevenzione. ”Uno dei miei obiettivi è prevenire o ritardare lo sviluppo della schizofrenia”, ha detto Supekar. Il fatto che i nuovi risultati siano coerenti con le precedenti ricerche del team su quali centri cerebrali contribuiscono maggiormente alla schizofrenia negli adulti suggerisce che potrebbe esserci un modo per prevenirla.
I ricercatori prevedono di utilizzare trattamenti esistenti, come la stimolazione magnetica transcranica o l’ultrasuono focalizzato, mirati a questi centri cerebrali in giovani a rischio di psicosi, come quelli con sindrome da delezione 22q11.2 o con due genitori che hanno la schizofrenia, per vedere se prevengono o ritardano l’insorgenza della condizione o ne attenuano i sintomi una volta che compaiono.
I risultati suggeriscono anche che l’utilizzo della fMRI per monitorare l’attività cerebrale nei centri chiave potrebbe aiutare gli scienziati a indagare su come funzionano i farmaci antipsicotici esistenti.
Impatto culturale della ricerca sulla psicosi
“Le nostre scoperte sottolineano l’importanza di avvicinarsi alle persone con psicosi con compassione”, ha detto Menon, aggiungendo che il suo team spera che il loro lavoro non solo avanzi la comprensione scientifica, ma ispiri anche un cambiamento culturale verso l’empatia e il sostegno per coloro che sperimentano la psicosi.
Reference: “Robust and replicable functional brain signatures of 22q11.2 deletion syndrome and associated psychosis: a deep neural network-based multi-cohort study” by Kaustubh Supekar, Carlo de los Angeles, Srikanth Ryali, Leila Kushan, Charlie Schleifer, Gabriela Repetto, Nicolas A. Crossley, Tony Simon, Carrie E. Bearden and Vinod Menon, 12 April 2024, Molecular Psychiatry. DOI: 10.1038/s41380-024-02495-8
Ricercatori hanno contribuito allo studio da UCLA, Clinica Alemana Universidad del Desarrollo, Pontificia Universidad Católica de Chile, University of Oxford e UC Davis.
Lo studio è stato finanziato dal Stanford Maternal and Child Health Research Institute’s Uytengsu-Hamilton 22q11 Neuropsychiatry Research Program, FONDEYCT (il Fondo Nazionale per lo Sviluppo Scientifico e Tecnologico del governo del Cile), ANID-Cile (l’Agenzia Nazionale Cilena per la Ricerca e lo Sviluppo) e gli U.S. National Institutes of Health (sovenzioni AG072114, MH121069, MH085953 e MH101779).
Analisi delle disfunzioni cerebrali nella psicosi