Il Sole, ad esempio, si muove attorno al centro della Via Lattea a una velocità di circa 220 chilometri al secondo, trascinando con sé il nostro sistema solare. Tuttavia, non tutte le stelle si muovono allo stesso modo: alcune galassie presentano stelle che orbitano in maniera ordinata, mentre altre mostrano moti caotici simili a quelli delle molecole in un gas.
La dicotomia dei moti stellari: l’età come fattore chiave
La ricerca di Croom e del suo team ha evidenziato che l’età delle popolazioni stellari è l’elemento determinante nella differenziazione dei moti stellari. Le stelle nelle galassie giovani tendono a muoversi più velocemente e in modo più ordinato rispetto a quelle nelle galassie più anziane, dove prevale il moto casuale. Interessante notare che, a parità di età, l’ambiente e la massa delle galassie non sembrano influenzare significativamente questi moti.
Il secondo autore dello studio, Jesse van de Sande, sottolinea che l’età delle galassie è influenzata dall’ambiente in cui si trovano. Galassie in ambienti densi tendono a essere più vecchie a causa dell’interruzione della formazione stellare. Tuttavia, è l’età avanzata delle galassie, e non la densità dell’ambiente, a ridurre la velocità delle stelle.
Implicazioni per i modelli di formazione galattica
Queste scoperte hanno implicazioni significative per i modelli di formazione delle galassie. La correlazione tra età delle popolazioni stellari e moti degli astri permette di escludere alcuni processi e di affinare i modelli attuali sull’evoluzione delle strutture nell’universo.
La Via Lattea, la nostra galassia, continua a formare stelle in una struttura a disco sottile, caratterizzata da una componente rotazionale importante. Tuttavia, esiste anche un disco di stelle più diffuso e con moti più disordinati, composto da stelle più vecchie rispetto al disco sottile.
Metodologia e prospettive future della ricerca
Lo studio si è avvalso dei dati di tremila galassie osservate con lo spettrografo SAMI montato sull’Anglo-Australian Telescope in Australia, nell’ambito del programma SAMI Galaxy Survey. In futuro, il nuovo spettrografo Hector osserverà un numero di galassie cinque volte superiore a quello del programma attuale e con una risoluzione maggiore, consentendo una caratterizzazione più dettagliata dell’età e della velocità delle stelle, oltre che dell’ambiente in cui si trovano le galassie.