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      Home ยป Buco nero col singhiozzo: gli astronomi sono sbalorditi
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      Buco nero col singhiozzo: gli astronomi sono sbalorditi

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 09/04/2024
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      6 Min Lettura
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      Un nuovo studio sfida le teorie sui buchi neri

      Un recente studio condotto da un team internazionale di astronomi, tra cui ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), ha portato alla scoperta di un buco nero di dimensioni ridotte che orbita attorno a un buco nero supermassiccio situato al centro di una galassia distante circa 800 milioni di anni luce dalla Terra. Questa scoperta ha messo in discussione le teorie convenzionali sui dischi di accrescimento dei buchi neri, suggerendo che tali sistemi dinamici potrebbero essere piรน comuni di quanto si pensasse in precedenza.

      Contents
      • Un nuovo studio sfida le teorie sui buchi neri
        • Un comportamento inaspettato
        • Una sfida alle teorie sui buchi neri
        • Un sistema โ€œusalo o perdiloโ€
        • Un โ€œpugnoโ€ nel disco di gas

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      Un comportamento inaspettato

      Il buco nero supermassiccio in questione ha mostrato un comportamento insolito, emettendo getti di gas ogni 8,5 giorni prima di ritornare al suo stato normale e silenzioso. Questi โ€œsinghiozziโ€ periodici rappresentano un fenomeno mai osservato prima nei buchi neri. Gli scienziati ritengono che la spiegazione piรน probabile per questi sbuffi di gas derivi dalla presenza di un secondo buco nero di dimensioni inferiori che orbita attorno al buco nero centrale, espellendo materiale dal disco di gas del buco nero piรน grande ogni 8,5 giorni.

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      Una sfida alle teorie sui buchi neri

      I risultati dello studio, pubblicati il 27 marzo sulla rivista Science Advances, mettono in discussione lโ€™immagine convenzionale dei dischi di accrescimento dei buchi neri, che gli scienziati ritenevano fossero dischi relativamente uniformi di gas che ruotano attorno a un buco nero centrale. I nuovi risultati suggeriscono che i dischi di accrescimento potrebbero essere piรน vari nei loro contenuti, contenendo potenzialmente altri buchi neri e persino intere stelle.

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      Un sistema โ€œusalo o perdiloโ€

      La scoperta รจ emersa da un rilevamento automatizzato effettuato da ASAS-SN (All Sky Automated Survey for SuperNovae), una rete di 20 telescopi robotici situati in varie localitร  dellโ€™emisfero settentrionale e meridionale. Questi telescopi esaminano automaticamente lโ€™intero cielo una volta al giorno alla ricerca di segni di supernove e altri fenomeni transitori.

      Nel dicembre del 2020, il sondaggio ha individuato un lampo di luce in una galassia a circa 800 milioni di anni luce di distanza. Quella particolare parte del cielo era stata relativamente tranquilla e buia fino alla rilevazione dei telescopi, quando la galassia si รจ improvvisamente illuminata di un fattore di 1.000. Pasham, che aveva notato la rilevazione riportata in un avviso della comunitร , ha deciso di concentrarsi sul bagliore con il NICER (Neutron star Interior Composition Explorer) di NASA, un telescopio a raggi X a bordo della Stazione Spaziale Internazionale che monitora continuamente il cielo alla ricerca di esplosioni di raggi X che potrebbero segnalare attivitร  da stelle di neutroni, buchi neri e altri fenomeni gravitazionali estremi.

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      Un โ€œpugnoโ€ nel disco di gas

      Mentre cercava una spiegazione per i cali periodici, Pasham si รจ imbattuto in un recente articolo di fisici teorici della Repubblica Ceca. I teorici avevano ipotizzato separatamente che sarebbe stato possibile, in teoria, per un buco nero supermassiccio centrale ospitare un secondo buco nero di dimensioni molto piรน piccole. Questโ€™ultimo potrebbe orbitare a un angolo rispetto al disco di accrescimento del suo compagno piรน grande.

      Come proposto dai teorici, il secondo buco nero avrebbe periodicamente perforato il disco del buco nero primario durante la sua orbita, rilasciando un getto di gas, come unโ€™ape che vola attraverso una nuvola di polline. Potenti campi magnetici, a nord e a sud del buco nero, potrebbero poi lanciare il getto verso lโ€™alto e fuori dal disco. Ogni volta che il buco nero piรน piccolo perforava il disco, avrebbe espulso un altro getto, seguendo un modello regolare e periodico. Se quel getto fosse stato diretto verso un telescopio osservatore, avrebbe potuto osservare il getto come un calo dellโ€™energia complessiva della galassia, bloccando brevemente la luce del disco di tanto in tanto.

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      Il team ha condotto numerose simulazioni per testare i cali periodici. La spiegazione piรน probabile, concludono, รจ un nuovo tipo di sistema โ€œDavide e Goliaโ€: un buco nero di massa intermedia, che si muove velocemente attorno a un buco nero supermassiccio.

      โ€œQuesto รจ un esempio brillante di come utilizzare i detriti di una stella distrutta per illuminare lโ€™interno di un nucleo galattico che altrimenti rimarrebbe oscuro. รˆ come usare un colorante fluorescente per trovare una perdita in un tuboโ€, afferma Richard Saxton, un astronomo a raggi X del Centro Europeo di Astronomia Spaziale (ESAC) a Madrid, che non รจ stato coinvolto nello studio. โ€œQuesto risultato mostra che i binari di buchi neri supermassicci molto vicini potrebbero essere comuni nei nuclei galattici, il che รจ uno sviluppo molto eccitante per i futuri rilevatori di onde gravitazionaliโ€.

      Il meteo cosmico, in questo caso, si rivela essere molto piรน complesso e dinamico di quanto si pensasse, aprendo nuove prospettive di ricerca e osservazione nel campo dellโ€™astrofisica.

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