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      Home » Buchi neri supermassicci: un soffio così forte da spegnere le galassie
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      Buchi neri supermassicci: un soffio così forte da spegnere le galassie

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 24/04/2024
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      4 Min Lettura
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      La scoperta dei⁤ venti cosmici generati dai⁣ buchi ​neri​ supermassicci

      Un team internazionale di astronomi, guidato ⁢dal ⁣professore ⁤Sirio Belli del Dipartimento‌ di fisica‍ e astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna,⁤ ha confermato per la prima volta l’esistenza di venti cosmici così potenti ​da essere in grado di ⁢”spegnere” le galassie. Questa scoperta è stata resa possibile grazie alle capacità⁣ del nuovo telescopio⁢ spaziale James Webb (JWST) e i risultati sono stati‌ pubblicati sulla rivista Nature.

      Contents
      • La scoperta dei⁤ venti cosmici generati dai⁣ buchi ​neri​ supermassicci
        • Il ruolo del telescopio ‌spaziale James Webb​ nell’osservazione dei venti ⁣galattici

      Il fenomeno in esame, noto come quenching,⁤ rappresenta lo spegnimento della capacità di una ​galassia di formare nuove stelle nel ⁢corso ‍della sua evoluzione. Nelle fasi iniziali dell’universo, le galassie‌ erano in‌ grado di convertire⁤ grandi quantità di gas⁢ in ​stelle, crescendo⁢ rapidamente. Tuttavia, le ‍galassie più massicce ⁤hanno improvvisamente interrotto questo⁣ processo di crescita.

      Una ⁢delle ipotesi avanzate per spiegare il quenching è l’influenza dei buchi neri supermassicci situati al centro delle galassie. I modelli teorici suggeriscono che questi buchi neri possano ⁣generare venti talmente forti da eliminare il gas necessario alla formazione stellare.⁢ Tuttavia, fino ⁣ad ora, le osservazioni avevano rilevato solo venti galattici deboli,⁣ non sufficienti a giustificare il processo di spegnimento.

      Il programma “Blue Jay”, che ha coinvolto il primo ciclo‍ di⁣ osservazioni del ⁣JWST, ha ⁢permesso di osservare oltre 150 galassie, concentrandosi in particolare su Cosmos-11142, una galassia⁢ distante​ oltre dieci miliardi di anni luce dalla‍ Terra. Le ​osservazioni hanno rivelato che, durante il “mezzogiorno ‍cosmico”, periodo di massima attività di formazione⁤ stellare, iniziò⁤ il processo di⁤ spegnimento.

      Il JWST ha rivelato che oltre il 90% del vento‌ galattico generato dal buco nero⁢ supermassiccio è composto ​da​ gas neutro, un⁤ tipo di gas freddo finora quasi invisibile‍ ai telescopi. Questo forte flusso di gas neutro è stato ‍identificato⁣ come il probabile responsabile del quenching nelle galassie massive.

      La ricerca ⁢ha ​quindi dimostrato che i venti cosmici generati dai buchi neri supermassicci hanno un ‌ruolo cruciale nello spegnimento delle galassie, ⁤aprendo nuove prospettive ⁤nello studio dell’evoluzione galattica ⁢e ⁤del meteo cosmico.

      Il ruolo del telescopio ‌spaziale James Webb​ nell’osservazione dei venti ⁣galattici

      Il telescopio spaziale James Webb si è⁤ rivelato uno strumento​ fondamentale per l’osservazione dei venti galattici. A‍ differenza dei telescopi ​precedenti, che potevano ⁣misurare‌ solamente il gas ionizzato⁣ e⁤ caldo, il JWST ha permesso di analizzare ⁤anche il gas neutro e freddo, offrendo una visione ​più completa del meteo galattico.

      Le osservazioni ⁢effettuate hanno permesso di ⁤ottenere⁢ una “fotografia” di Cosmos-11142 come appariva nell’universo giovane, fornendo dati preziosi per comprendere il processo di spegnimento delle galassie. Questa scoperta rappresenta un ⁤passo avanti significativo nella comprensione ​dei meccanismi ⁣che‌ regolano il meteo cosmico ‍e l’evoluzione delle‍ galassie.

      Il telescopio spaziale⁢ James Webb continuerà a svolgere un‌ ruolo chiave nell’indagine dei​ fenomeni⁢ cosmici, contribuendo a svelare i misteri dell’universo e del meteo che lo caratterizza.

      Fonte: unibo

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