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      Home » Manipolati: la storia dei resti umani antichi nelle grotte spagnole
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      Manipolati: la storia dei resti umani antichi nelle grotte spagnole

      Maria Trevisan
      Maria Trevisan
      Pubblicato: 14/03/2024
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      4 Min Lettura
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      Recenti ricerche condotte dall’Università di Berna e dall’Universidad de Córdoba hanno rivelato che le storiche grotte della Penisola Iberica erano luoghi di sepoltura in cui i resti umani venivano intenzionalmente modificati per scopi pratici e forse simbolici. Queste scoperte contribuiscono a delineare un modello di sepoltura e modifica umana nella Penisola Iberica.

      Contents
      • Pratiche funerarie e alterazioni ossee
        • Analisi dei resti scheletrici
        • Interpretazioni e prospettive future
      • Implicazioni delle scoperte
        • Finanziamenti e supporto alla ricerca
        • Riferimenti bibliografici

       

      Pratiche funerarie e alterazioni ossee

      L’uso delle grotte come luoghi di sepoltura è un fenomeno culturale con una vasta distribuzione sia nello spazio che nel tempo. Nella Penisola Iberica meridionale, questa pratica divenne particolarmente comune a partire dal 4° millennio a.C. Anche comuni nei siti archeologici di questa regione sono le prove di manipolazione dei resti umani sepolti, sebbene il significato culturale dietro a ciò sia in gran parte poco chiaro. In questo studio, i ricercatori esaminano i resti umani alterati provenienti da una grotta, la Cueva de los Marmoles, nel sud della Spagna.

      Analisi dei resti scheletrici

      I ricercatori hanno valutato numerosi resti scheletrici appartenenti ad almeno 12 individui. La datazione al radiocarbonio ha identificato sepolture risalenti dal 5° al 2° millennio a.C. Il team ha anche documentato modifiche post-mortem intenzionali alle ossa, tra cui fratture e graffi che potrebbero essere risultati da sforzi per estrarre midollo e altri tessuti. Tra questi resti c’era una tibia che sembra essere stata modificata per essere utilizzata come strumento, e un cranio che potrebbe essere stato modificato per un uso alimentare o pratico.

      Interpretazioni e prospettive future

      Questi risultati sono coerenti con altri siti di grotte nella Penisola Iberica meridionale, rappresentando una pratica diffusa di resti umani sepolti che vengono successivamente modificati e utilizzati per cibo e strumenti. Gli autori suggeriscono che potrebbero esserci ulteriori scopi simbolici di queste modifiche che potrebbero diventare più chiari con ulteriori studi.

       

      Implicazioni delle scoperte

      Gli autori aggiungono: “I resti umani neolitici della Grotta di Marmoles suggeriscono comportamenti funerari complessi in Andalusia durante la Preistoria”. Per ulteriori informazioni su questa ricerca, si veda “Le modifiche ossee neolitiche indicano l’uso rituale dei resti umani”.

      Finanziamenti e supporto alla ricerca

      RMMS e JACS hanno ricevuto il sostegno finanziario della Consejería de Universidad, Investigación e Innovación de la Junta de Andalucía nel quadro del Programa Operativo FEDER Andalucía 2014-2020. Numero del progetto: A-HUM-460-UGR18. Titolo del progetto: Arqueobiología del Neolítico del Sur de la Península Ibérica – NeArqBioSI. I finanziatori non hanno avuto alcun ruolo nella progettazione dello studio, nella raccolta e nell’analisi dei dati, nella decisione di pubblicare o nella preparazione del manoscritto.

      Riferimenti bibliografici

      Riferimento: “As above, so below: Deposition, modification, and reutilization of human remains at Marmoles cave (Cueva de los Marmoles: Southern Spain, 4000–1000 cal. BCE)” di Zita Laffranchi, Marco Milella, Juan Carlos Vera Rodríguez, María José Martínez Fernández, María Dolores Bretones García, Sylvia Alejandra Jiménez Brobeil, Julia Brünig, Inmaculada López Flores, Juan Antonio Cámara Serrano e Rafael M. Martínez Sánchez, 20 settembre 2023, PLOS ONE. DOI: 10.1371/journal.pone.0291152

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