Le donne sono davvero meno propense a essere psicopatiche rispetto agli uomini?

Le donne sono davvero meno propense a essere psicopatiche rispetto agli uomini?

Quando pensiamo ai famosi psicopatici, sia reali che immaginari, ci vengono in mente principalmente figure maschili. Questa immagine è stata rinforzata da personaggi come Norman Bates, Hannibal Lecter e Patrick Bateman. Tuttavia, la scienza ha iniziato a riconoscere che anche le donne possono essere psicopatiche, sebbene la ricerca in questo campo sia ancora agli albori.

Non si sa con certezza quante persone siano psicopatiche, poiché il termine è difficile da definire e da diagnosticare. Si stima che circa l’1% degli uomini mostri tratti psicopatici, mentre per le donne la percentuale è da quattro a dieci volte inferiore. Tuttavia, queste statistiche sono solo speculazioni, in quanto mancano studi su larga scala che le supportino.

Il Dr. Clive Boddy dell’Anglia Ruskin University, esperto di psicopatia nel mondo aziendale, ha notato che le misure utilizzate nella ricerca quantitativa rilevano più psicopatiche donne del previsto. Nei suoi studi, ha trovato un’incidenza di psicopatiche primarie (quelle caratterizzate da freddezza, fascino superficiale e tendenze manipolative) maggiore del previsto, con un rapporto di circa 1,14:1 tra donne e uomini, anziché il 5:1 o 4:1 o addirittura 10:1 citato in letteratura.

Le prime ricerche sugli psicopatici si sono concentrate sugli uomini in prigione, portando all’idea che gli psicopatici siano criminali maschi. Gli strumenti diagnostici sviluppati, come la scala di autovalutazione della psicopatia di Levenson (LSRP) e la Checklist per la Psicopatia-Riveduta (PCL-R), sono stati messi in discussione per la loro idoneità nell’analizzare la psicopatia femminile. Studi hanno trovato che il PCL-R è meno capace di identificare la psicopatia nelle donne rispetto agli uomini, forse a causa di differenze nell’ansia e nelle emozioni negative.

Le donne che mostrano tratti psicopatici spesso vengono classificate in modo diverso a causa delle aspettative di genere. Molti dei tratti psicopatici sono visti come maschili, quindi quando le donne li mostrano, vengono attribuiti ad altri tipi di personalità.

Non ci sono ancora studi significativi su come la psicopatia si esprima diversamente tra uomini e donne, ma il Dr. Boddy suggerisce che ci possano essere differenze naturali nel comportamento. Ad esempio, le donne potrebbero fare affidamento su aggressione relazionale, flirt, manipolazione, coercizione e seduzione, piuttosto che sulla violenza fisica. Nel mondo aziendale, le psicopatiche devono spesso modificare il loro comportamento a causa delle aspettative di genere sul posto di lavoro.

Nonostante queste affermazioni, non è possibile fornire dati scientifici solidi per supportare una differenza fondamentale tra psicopatici maschi e femmine. Uno studio di imaging cerebrale del 2014 ha trovato che i modelli di attività neuronale delle donne psicopatiche sono simili, ma non identici, a quelli degli uomini con gli stessi tratti. Tuttavia, come questo si traduca in comportamento è ancora da determinare.

È evidente che, mentre gli psicopatici maschi e femmine condividono gli stessi tratti sottostanti, il modo in cui si manifestano può differire tra i generi. Forse questo è qualcosa su cui anche Hollywood potrebbe riflettere.