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      Home » Dall’età del bronzo ai bizantini: scoperti a Cipro 46 siti archeologici considerati perduti
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      Dall’età del bronzo ai bizantini: scoperti a Cipro 46 siti archeologici considerati perduti

      Luigi Barbieri
      Luigi Barbieri
      Pubblicato: 19/03/2024
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      9 Min Lettura
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      Gli scienziati dell’Università di Leicester, in collaborazione con⁣ il Ministero della Difesa,​ hanno riscoperto oltre​ quaranta siti archeologici a Cipro, alcuni dei quali risalenti all’Età del Bronzo,​ che erano stati considerati⁤ perduti dalla storia.

      Contents
      • Metodologia e‌ scoperte
      • Sfide ⁤e successi
      • Implicazioni per la gestione⁣ del patrimonio

      Un piccolo gruppo di archeologi dell’Università di Leicester, finanziato ‍dal progetto DIO Overseas Stewardship, ha condotto un’indagine dettagliata nell’area di Dhekelia, ​sulla costa ‌meridionale dell’isola. Il lavoro, autorizzato dal Dipartimento delle Antichità di Nicosia, è stato⁣ svolto per ⁤informare ⁢la gestione dei siti da parte del DIO, che è il custode del patrimonio immobiliare della difesa del Regno Unito e all’estero.

      Dhekelia si trova a circa 30 ​km a sud-est di Nicosia e ​a 80 km a nord-est dell’area della base sovrana occidentale (WSBA) ‍di Akrotiri, dove l’Università​ di Leicester ha lavorato​ dal 2015.

      Il compito dell’indagine era quello di ricollocare circa 60 possibili siti ​archeologici che erano‌ stati registrati nei primi anni ’60, prima ⁤dello ⁣sviluppo della guarnigione all’interno della base di Dhekelia e della realizzazione della ‍pista d’atterraggio Kingsfield‌ all’estremità occidentale dell’area.

       

      Metodologia e‌ scoperte

      In preparazione dell’indagine, è stato compilato un record del Sistema Informativo Geografico (GIS) che includeva tutte ‌le informazioni note e da cui sono stati esportati i punti di coordinate per i possibili siti su unità GPS standard. Gli archeologi hanno poi visitato ogni sito e cercato le prove che erano state precedentemente registrate. Una volta trovati, ogni sito veniva fotografato, localizzato tramite GPS e registrato su fogli pro forma.

      In totale, sono stati localizzati 51​ siti, ⁣inclusi 5 edifici storici. Alcuni​ record sono sopravvissuti per ‍47 ⁤dei siti, ma altri quattro erano noti solo dalle etichette su una mappa in scala 1:25.000.‌ Sebbene la datazione della maggior ​parte dei siti sia attualmente sconosciuta, è probabile che spazino dall’Età del Bronzo, iniziata intorno ​al ​2500 a.C., al periodo bizantino, terminato nel XII⁣ secolo d.C., e includano‍ siti ​dei periodi ellenistico ‌(312 – 58 a.C.) e romano (58 a.C. – 395 d.C.).

       

      Tra i ritrovamenti più significativi ci sono ⁣tre cave ⁢costiere⁣ dove veniva estratta la pietra da bassi ⁢promontori che​ si estendono‍ nel mare. Una cava aveva una piccola​ rampa che sembrava essere utilizzata per caricare lastre di roccia ​estratta su barche ormeggiate in ‍acque profonde, e un’altra aveva dozzine di chiare ‌rimozioni ⁤di pietre da macina circolari che, quando⁤ adiacenti l’una‌ all’altra, lasciavano dietro ‌di sé ​distintive forme ‌a trifoglio nella roccia madre.

      Vaste aree⁤ di tombe scavate nella ⁣roccia​ si estendevano su diversi ettari‍ in una parte dell’altopiano ‌interno. La maggior parte⁤ di ⁣queste tombe era in⁢ pessimo stato e alcune mostravano chiari segni di saccheggio sotto ​forma di cumuli di terra adiacenti. Molte tombe sono state utilizzate come⁣ aree convenienti per lo scarico abusivo ⁤di rifiuti. Una tomba, parte di‍ un cimitero sostanziale che ⁣circonda un monastero a ovest del villaggio di Xylotymbou, era utilizzata per rinchiudere gatti.

       

      Sfide ⁤e successi

      Matt Beamish dell’Università di Leicester, che ha guidato l’indagine, ​ha⁣ dichiarato: “I nostri ‌metodi GIS e ‍di indagine hanno funzionato bene quando utilizzati per ​un’indagine simile della penisola di Akrotiri nel 2019. Molti dei siti che stavamo pianificando di indagare erano stati visitati l’ultima volta oltre 20 anni⁣ fa e in molti casi erano stati segnalati come non più esistenti o introvabili. Riflettendo ⁣su ciò, ci‌ siamo resi conto che ciò aveva più a che fare con la mappatura inadeguata, la mancanza di preparazione e la mancanza di tecnologie⁣ di ‌localizzazione satellitare: abbiamo scoperto che molti dei siti potevano ‍essere ritrovati con ⁤un po’‍ di pazienza.

      “Sicuramente ‌ci sono stati problemi con alcune⁣ delle ​informazioni d’archivio che erano incomplete e erano state ridisegnate in modo ‌inaccurato in qualche momento nel passato. Alcuni‌ siti⁢ erano‍ chiaramente stati persi a causa dello‌ sviluppo successivo di strade e edifici.”

       

      La base ‍sovrana di ⁤Dhekelia si estende su circa 20 km di larghezza e 7 km⁢ di ‌profondità e si trova sul lato est della ​baia di Larnaca. La topografia è varia e include una striscia costiera piatta che incontra ripide scogliere e colline di​ calcare,‍ con ⁤un altopiano interno ampiamente piatto che⁢ include ulteriori aree di ​affioramento roccioso e​ è attraversato da fiumi‍ che sono generalmente letti ‌asciutti coltivati. La striscia⁤ costiera e l’altopiano includono ‍aree⁣ di​ agricoltura ⁤e ​orticoltura, e aree di uliveti e agrumeti e macchia. Nella parte nord dell’area ci sono grandi fattorie di ​allevamento di bestiame e latticini.

      La posizione di Cipro ⁢sulle rotte marittime del ⁤Mediterraneo ha portato a un ricco⁢ e variegato patrimonio culturale, ed ⁣è famosa per la conservazione di molti ​siti archeologici dall’Età del Bronzo, ⁢dall’età ellenistica/ferro, romana e bizantina‍ o medievale. All’estremità occidentale dell’area di Dhekelia, questa occupazione è rappresentata in un significativo paesaggio ⁢archeologico che comprende un grande insediamento fortificato dell’Età del Bronzo sulla⁢ collina di Kokkinokremnos e⁤ un adiacente forte dell’Età del Ferro a Vikla, entrambi situati sopra la città portuale romana di Koutsopetria: tutti questi siti protetti sono​ soggetti a‍ recenti scavi di ricerca. Il porto​ romano è ora completamente​ riempito, probabilmente a causa di un evento catastrofico di tsunami.

       

      Implicazioni per la gestione⁣ del patrimonio

      Gran parte dell’archeologia conosciuta ‌a Dhekelia è funeraria e comprende principalmente​ tombe scavate nella roccia,⁣ alcune⁣ delle quali costruite nelle grotte di calcare (generalmente dell’età ellenistica/ferro) e tombe‍ a pozzo scavate nella roccia (generalmente‍ bizantine/romane-medievali).

      Matt Beamish ha aggiunto: “L’indagine è stata molto fruttuosa con l’identificazione ⁣di aree archeologiche⁣ significative. Sappiamo che esistono molti⁤ altri siti archeologici che non ‍sono evidenti ad occhio nudo.‍ Gran parte dell’area⁢ non ha visto alcuna indagine archeologica sistematica e l’applicazione‍ di tecniche ​di telerilevamento o di indagini aeree, magari utilizzando il LiDAR, consentirebbe di ottenere un quadro più ampio dell’attività umana ​precedente. Le informazioni consentiranno al DIO di gestire meglio i siti archeologici all’interno dell’Area⁤ di ⁢Amministrazione della Base⁣ Sovrana e consentiranno una ⁢comprensione più ampia del patrimonio ⁣archeologico di Dhekelia.”

      Alex Sotheran,⁣ consulente di archeologia ⁢del‌ DIO, ha elogiato l’indagine e i risultati: “Il lavoro⁢ svolto da Matt e dal team ha davvero migliorato la nostra conoscenza e⁤ comprensione dell’archeologia nell’area ‌di Dhekelia e consentirà un sistema di gestione migliorato ⁣di questi importanti ⁢e vitali beni patrimoniali in futuro.”

      David⁤ Reynolds, consulente ‍ambientale (Cipro)⁤ del DIO, ​ha aggiunto: ‌”Insieme al team dell’Università di Leicester, vorremmo ringraziare ‍il Dipartimento delle ​Antichità⁤ della Repubblica di Cipro e l’Ufficio dell’Area⁢ della Base Sovrana (Dhekelia) per tutto il loro sostegno e guida nel rendere possibile⁣ questo lavoro estremamente prezioso.”

       

      I dati creati durante l’indagine sono stati inseriti nel Registro ⁣dei Siti e Monumenti Storici del DIO, ⁤che a sua volta è fondamentale⁢ per aiutare a proteggere l’ambiente ‌storico in tutto il patrimonio⁢ immobiliare del Ministero della Difesa del Regno Unito e all’estero.

      Inoltre,‍ i dati‌ archeologici⁣ sono stati condivisi con il Dipartimento ​delle Antichità⁣ della Repubblica di Cipro (DoA) come parte di un Protocollo di Collaborazione tra le Forze Britanniche di Cipro e il DoA della Repubblica di Cipro. Il protocollo garantirà che gli impatti potenziali sull’archeologia saranno ⁤attivamente ⁣considerati ‌insieme alle attività di‍ addestramento militare e ai lavori di infrastruttura nelle Aree​ della Base Sovrana​ di Akrotiri e Dhekelia. Stabilisce ‍inoltre le procedure per la gestione di eventuali resti archeologici scoperti​ durante ​i⁢ progetti di costruzione.

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