Meteo, Oceano troppo caldo come mai prima d’ora. Uragani, a rischio anche Europa

Meteo, Oceano troppo caldo come mai prima d’ora. Uragani, a rischio anche Europa

Le osservazioni meteorologiche recenti hanno rivelato una situazione senza precedenti relativa alle temperature superficiali del mare nel Nord Atlantico, che hanno raggiunto livelli mai osservati prima. Questo fenomeno ha sorpreso persino gli esperti del settore, come me, soprattutto perché si verifica in una zona cruciale per la formazione degli uragani, ovvero l’Atlantico tropicale.

A partire dalla metà di febbraio, si è registrato che la temperatura media della superficie marina in questa vasta area era superiore di circa 1,1 gradi Celsius rispetto alla media del periodo 1990-2020, e quasi 1,7 gradi Celsius in più rispetto agli anni ’80. Questa variazione potrebbe sembrare minima, ma è significativa considerando che si tratta di una media su un’area estesa. Una tale anomalia non era mai stata registrata fino a questo momento.

Per fornire un’idea più chiara, basandoci su quanto considerato normale negli ultimi trent’anni, la possibilità che un giorno di febbraio registrasse temperature così elevate come quelle attuali era di una su 280.000. Questo dato, fornito dal ricercatore dell’Università di Miami, Brian McNoldy, mette in evidenza l’estrema deviazione dalle condizioni usuali.

Questo evento straordinario evidenzia come l’attività umana abbia alterato il clima globale in modo significativo e rapido, spostandolo dai suoi equilibri naturali verso condizioni senza precedenti. La maggior parte del calore in eccesso causato dalle emissioni di gas serra, derivanti dalla combustione di combustibili fossili, viene assorbito dagli oceani, che ne immagazzinano circa il 90%.

Sebbene il cambiamento climatico antropogenico non possa essere l’unica spiegazione per l’aumento delle temperature nel Nord Atlantico registrato l’anno scorso, ha sicuramente contribuito a innalzare la temperatura di base, facilitando l’occorrenza di questi estremi climatici. Un altro fattore che ha giocato un ruolo è stata la riduzione dell’inquinamento atmosferico sopra il Nord Atlantico, grazie a leggi come il Clean Air Act. In precedenza, l’inquinamento contribuiva a mascherare parte del riscaldamento dovuto ai gas serra. Tuttavia, con il miglioramento della qualità dell’aria, l’oceano ha iniziato a riscaldarsi maggiormente a causa della ridotta riflessione della luce solare nello spazio e della conseguente diminuzione della copertura nuvolosa.

L’andamento della temperatura del Nord Atlantico mostra una chiara tendenza al riscaldamento, in particolare a partire dagli anni ’90. Questo febbraio, in particolare, si distingue nettamente per le sue temperature elevate. Il riscaldamento dell’Oceano Atlantico non è solo un dato statistico, ma ha ripercussioni concrete, come dimostrato dalle stagioni degli uragani degli ultimi vent’anni. Le acque più calde forniscono infatti l’energia necessaria per lo sviluppo di tempeste tropicali e uragani più potenti.

Attualmente, le temperature della superficie marina nella zona principale di formazione degli uragani nell’Atlantico tropicale sono talmente elevate da essere paragonabili a quelle normalmente registrate a luglio. Questo fatto, confrontato con le temperature degli anni precedenti che hanno visto stagioni di uragani particolarmente attive, suggerisce che anche quest’anno potremmo aspettarci un’attività significativa.

Le conseguenze di questa situazione non riguardano solo le regioni tradizionalmente colpite dagli uragani, ma potrebbero estendersi anche all’Europa, con possibili impatti su aree come le Isole Madeira e le Canarie. Ad esempio, Madeira ha già sperimentato i danni di una tempesta tropicale nel giugno 2023, con precipitazioni eccezionali che hanno causato alluvioni. Anche le Canarie sono state colpite da eventi simili, con piogge torrenziali e venti fortissimi che hanno provocato danni significativi.

Questi fenomeni mettono in luce la potenza degli uragani tropicali e il rischio che possano raggiungere anche le coste europee, spinti dai venti occidentali. Sebbene non vi sia certezza assoluta, il riscaldamento dell’oceano aumenta il rischio di eventi estremi, rendendo fondamentale monitorare attentamente l’evoluzione della situazione.