La Vocazione di Adriana Carillo: Trovare Migranti Smarriti nel Deserto

La Vocazione di Adriana Carillo: Trovare Migranti Smarriti nel Deserto

La sfida di salvare vite umane lungo la pericolosa frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico è diventata ancora più difficile a causa del cambiamento climatico. Le temperature record e le condizioni meteorologiche estreme stanno mettendo a dura prova le organizzazioni umanitarie che cercano di aiutare i migranti che cercano di attraversare il confine.

Adriana Carillo è una donna coraggiosa che si dedica a questa missione. Cammina per le montagne Huachuca in Arizona, indossando un fazzoletto nero intorno al collo e un bastone da passeggio. Nonostante sia ancora presto al mattino e stia nevicando, Carillo è determinata a cercare Ariagne, una madre migrante che è stata abbandonata dal suo gruppo a metà strada verso gli Stati Uniti perché non riusciva più a camminare. Carillo e il suo team hanno cercato Ariagne per mesi, ma alla fine hanno trovato solo i suoi resti.

Questa triste storia è solo uno dei tanti casi affrontati da Carillo e dalla sua organizzazione senza scopo di lucro, Búsqueda y Rescate Save Our Souls (S.O.S.). Fondata nel 2020, S.O.S. è l’unico gruppo di ricerca e soccorso per i migranti lungo il confine guidato da una donna. Finora, hanno trovato circa 60 sopravvissuti e i resti di altre 65 persone. Attualmente hanno 27 casi aperti, persone il cui destino è ancora sconosciuto. Ogni persona trovata rappresenta una chiusura per una famiglia, anche se spesso si tratta solo di restituire i resti ai loro cari.

Carillo ha una profonda comprensione delle donne migranti, essendo una madre e una sopravvissuta di violenza sessuale. Sa che molte di loro cercano il cosiddetto “sogno americano”, ma spesso trovano solo la morte lungo il percorso. Il caldo estremo e le temperature record stanno rendendo il viaggio ancora più pericoloso. Quest’anno, più di 100 migranti sono morti a causa del caldo lungo il confine. Nel 2022, le autorità hanno trovato più di 890 cadaveri, un numero senza precedenti.

Il cambiamento climatico è uno dei principali responsabili di queste temperature estreme. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science nel 2021, il riscaldamento globale causerà molto probabilmente la morte di più migranti lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico nei prossimi decenni. Le temperature sempre più alte richiederanno una maggiore quantità di acqua per sopravvivere, ma i migranti possono portare solo una o due galloni di acqua con sé. Attualmente, hanno bisogno di circa due galloni per resistere alle temperature attuali, ma entro il 2050 avranno bisogno di un terzo in più a causa dell’aumento previsto delle temperature.

Carillo e il suo team portano sempre con sé acqua extra nel caso in cui trovino qualcuno vivo lungo il percorso. Lasciano anche delle bottiglie d’acqua all’ombra per i migranti che potrebbero averne bisogno. Nonostante il caldo estremo, Carillo e il suo team sono determinati a salvare vite umane. “Facciamo questo lavoro perché vogliamo salvare una vita”, spiega Duarte Reyes, uno dei cofondatori dell’organizzazione. “Non ci importa di camminare per ore, purché possiamo trovare i nostri fratelli e sorelle migranti”.

Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sulla crisi dei migranti lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico. Le temperature estreme e le condizioni meteorologiche sempre più pericolose stanno mettendo a dura prova le organizzazioni umanitarie che cercano di aiutare queste persone. È necessario un intervento urgente per affrontare questa emergenza umanitaria e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Solo così si potranno salvare vite umane lungo il confine.Una storia personale di sopravvivenza: l’impegno di Carillo per i migranti abbandonati nel deserto

Carillo è una donna coraggiosa e determinata. La sua storia personale è una storia di sopravvivenza, ma è anche la storia di tutta l’umanità mentre il pianeta affronta temperature mai viste prima. Nata in un tranquillo villaggio chiamato Trigomil, nello stato messicano di Nayarit, Carillo ha vissuto un’infanzia semplice e felice. Suo padre lavorava come trasportatore di alimenti vicino al confine con Tijuana, mentre sua madre era una sarta. Nonostante la mancanza di insegnanti nel suo villaggio, Carillo ha sempre avuto una grande passione per l’apprendimento e ha deciso di trasferirsi nella capitale dello stato, Tepic, per poter frequentare la scuola.

Dopo aver vissuto a Tepic per molti anni, Carillo si è trasferita in Baja California con il marito e le loro figlie. La sua vita sembrava perfetta, con abbastanza soldi per comprare una casa e un lavoro stabile. Ma tutto è cambiato una notte, quando è stata aggredita e violentata da quattro uomini. Spaventata e minacciata dai suoi aggressori, Carillo ha deciso di fuggire negli Stati Uniti con le sue figlie per cercare sicurezza.

Dopo aver ottenuto un passaporto e un visto, Carillo e le sue figlie si sono stabilite a Los Angeles. Tuttavia, quando ha deciso di tornare in Messico per sbrigare alcune pratiche, non è stata in grado di rientrare negli Stati Uniti. Determinata a riunirsi con le sue figlie, ha tentato di attraversare la frontiera quattro volte, finché finalmente è riuscita a farlo.

La sua esperienza personale l’ha spinta a dedicarsi all’aiuto dei migranti abbandonati nel deserto. Nel 2011, solo il 13% dei migranti incontrati dagli agenti di frontiera erano donne. Nel 2019, questa percentuale è quasi triplicata, arrivando al 35%. Carillo si mette nei panni di queste donne, sapendo cosa significa essere violentate e abbandonate nel deserto. La sua missione è offrire loro sostegno e speranza.

Francesca Rodríguez, una volontaria di 64 anni di S.O.S., ha attraversato illegalmente gli Stati Uniti dall’El Salvador. Lavorando a stretto contatto con Carillo, ha visto quanto abbia sofferto e quanto si impegni per aiutare gli altri. La sua dedizione e il suo cuore nobile sono ammirati da tutti.

La maggior parte delle persone che contattano Carillo alla ricerca dei loro familiari sono donne. Riconosce che gli uomini svolgono un ruolo importante in questo lavoro, soprattutto durante le missioni di ricerca e soccorso, ma crede che le donne abbiano un modo più caldo di affrontare queste situazioni. La forza delle donne risiede nella loro capacità di essere madri e di preoccuparsi dei loro figli.

Nel 2023, Carillo è stata chiamata dalla sorella di una migrante per chiedere aiuto. Senza esitazione, si è recata a Tucson per prendere Carla, una giovane madre di 17 anni, e la sua bambina di 10 mesi. Le due avevano cercato di viaggiare fino a New Jersey, dove avevano parenti. Quando Carillo è arrivata all’hotel dove alloggiavano, ha abbracciato Carla e le ha promesso che l’avrebbe aiutata a raggiungere sua sorella in aereo.

Carla era incredula che qualcuno si preoccupasse abbastanza di lei da aiutarla a tornare a casa. Aveva paura che le autorità le portassero via sua figlia e non gliela restituissero mai più. Ma Carillo ha rassicurato Carla, dicendole che prima di tutto è una madre e che la sua organizzazione è lì per aiutare le persone come lei, senza chiedere nulla in cambio.

Il lavoro di Carillo e del suo team è stato riconosciuto nel 2023 con un premio del Dipartimento di Giustizia per il loro impegno nei confronti delle vittime di crimini. In questo caso, le vittime sono i migranti abbandonati dai coyote. Carillo è consapevole dei rischi che corre ogni volta che si avventura nel deserto, ma crede che forze superiori la proteggano e la guidino. Prima di iniziare ogni missione di ricerca, chiude gli occhi, alza le mani e prega, non solo Dio, ma anche tutte le forze che la proteggono.

Carillo non può fare tutto da sola. Si affida al suo team e alla comunità per sostenere la sua missione. La sua speranza è che il suo lavoro possa salvare vite e offrire una speranza di un futuro migliore per coloro che cercano di attraversare il deserto in cerca di una vita migliore.Esplorando la Madre Terra: una missione di ricerca e soccorso

La connessione con la natura è un aspetto fondamentale della nostra esistenza. Da sempre, l’uomo ha cercato di comprendere e sfruttare le risorse che la Terra ci offre. Ma cosa succede quando ci troviamo in situazioni di emergenza, quando siamo persi o in pericolo? In quei momenti, abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi e ci conduca in salvo. Ecco dove entra in gioco SOS Búsqueda y Rescate.

Introduzione a SOS Búsqueda y Rescate

SOS Búsqueda y Rescate è un’organizzazione dedicata alla ricerca e al soccorso in ambienti naturali. Fondata da Juan Carillo, un appassionato esploratore, l’organizzazione si impegna a proteggere e salvaguardare la vita umana in situazioni di emergenza all’aperto. Ma qual è la storia dietro questa missione?

Juan Carillo ha sempre avuto una profonda connessione con la natura. Fin da bambino, trascorreva ore ed ore a esplorare le foreste vicine alla sua casa. Questa passione per l’avventura lo ha portato a intraprendere numerose spedizioni in tutto il mondo, ma è stato durante una di queste che ha avuto un’illuminazione.

Mentre si trovava in una remota regione montuosa, Carillo si è reso conto di quanto sia importante avere una guida quando ci si trova in situazioni di emergenza. Ha capito che la natura può essere imprevedibile e che anche i più esperti esploratori possono trovarsi in difficoltà. È così che è nata l’idea di SOS Búsqueda y Rescate.

La missione di SOS Búsqueda y Rescate

SOS Búsqueda y Rescate ha come obiettivo principale quello di fornire assistenza e supporto a coloro che si trovano in difficoltà in ambienti naturali. L’organizzazione si impegna a formare squadre di soccorso altamente addestrate, pronte ad intervenire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.